Si è svolto stamane all’assessorato all’Agricoltura un incontro tra i funzionari dell’assessorato, presente l’assessore Giorgio Ferrero, e i rappresentanti di una ventina di istituti di credito insediati in Piemonte. In discussione, l’applicazione dell’accordo con l’ABI sul finanziamento di chi partecipa al PSR.
“Il Piemonte è la prima regione a livello nazionale a sottoscrivere l’accordo”, ha ricordato Pier Luigi Bruera, segretario di ABI Piemonte.
L’accordo permetterà di finanziare fino al 100% gli investimenti dei soggetti cui è stato concesso il contributo del PSR. L’adesione dei singoli istituti di credito è ancora in corso; hanno già aderito Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, RivaBanca, Banca di Cherasco, Cassa rurale e artigiana di Boves, altri si stanno aggiungendo.
L’assessore Ferrero ha sottolineato l’importanza dell’accordo con ABI, “che darà opportunità di finanziamento sicuro e trasparente alle aziende piemontesi”, e le grandi novità di questo PSR, a cominciare dalla “procedura automatizzata di ricezione delle domande, con un punteggio minimo applicato automaticamente, che renderà più veloce e trasparente la gestione delle pratiche, senza intasare gli uffici di domande spesso insufficienti per essere accolte”.
Per quanto riguarda i primi due bandi pubblicati a fine dicembre scorso, il 26 gennaio risultavano inserite nel sistema informatico 1098 domande. Delle 815 già esaminate, superano il punteggio minimo e quindi possono entrare in graduatoria 399, pari al 48,96% delle domande esaminate. Alla chiusura dei bandi, entro 45 giorni saranno compilate le graduatorie, in 90 giorni sarà completata l’istruttoria delle domande.
“Tempi tecnici ravvicinati che permetteranno di erogare i contributi molto più velocemente del passato”, ricorda Ferrero. “Chi sarà escluso potrà presentare l’anno successivo una domanda più completa, visto che i bandi sono annuali, senza scorrimento delle graduatorie, proprio per permettere a tutti di parteciparvi”.
“Sono soddisfatto”, aggiunge Ferrero, “abbiamo raddrizzato una situazione partita col piede sbagliato. Quando ci siamo insediati, nel giugno 2014, abbiamo trovato un PSR fortemente lacunoso, degno delle tante osservazioni della Commissione europea. Solo il lavoro dei funzionari dell’assessorato, il rapporto con le associazioni agricole, con cui abbiamo condiviso le linee guida del piano, il confronto continuo con la Commissione europea, che ha fissato criteri molto stretti sulle singole misure, ha permesso di arrivare a varare il piano e i primi due bandi sugli investimenti per complessivi 80 milioni di euro. A breve arriverà il bando sui giovani e a seguire gli altri, in modo da dare risposte concrete ai bisogni di radicamento e sviluppo dell’agroalimentare piemontese”.