Attualità - 05 febbraio 2016, 16:48

Lo scodinzolio di Fido: un aiuto empatico per il benessere degli anziani e nella cura delle malattie degenerative

Pet Terapy: il rapporto cane e uomo, una relazione empatica che è inquadrata come co-terapia. Se ne è parlato in un convegno al Residenza Tapparelli, nell’ambito di terapie non farmacologiche

la relazione uomo e cane è terapeutica al benessere degli anziani

I dati statistici lo confermano: in Italia il numero di uomini e donne sopra i 65 anni di età è sempre più alto. 

Molte persone in questo periodo sono autosufficienti e non presentano bisogni  particolari, ma con l’allungarsi della vita media, alcune problematiche possono insorgere e malattie degenerative come l’Alzheimer sono in aumento. Sempre più  la medicina è chiamata ad occuparsene.

L’Alzheimer come altre patologie simili devono avere un approccio di medicina della cura che guarda in toto la persona e, qualsiasi intervento, dovrebbe riportare benessere, soddisfazione, socializzazione, qualità di vita ad un livello soddisfacente e non solo rieducare comportamenti disturbanti (per noi) o rieducare il demente. 

Le terapie farmacologiche sovente non sono sufficienti e  servono interventi alternativi. Anche la pet therapy è inquadrata come co-terapia in queste malattie degenerative proprio, per assicurare al demente il miglior benessere possibile. In un anziano istituzionalizzato la compagnia di un animale consente di assicurare una  presenza, di dare e ricevere affetto, di favorire la comunicazione e l’interazione, di  stimolare, di risvegliare interessi, di offrire dei punti d'interesse.

La relazione empatica è più facile tra cane ed uomo, perché prescinde da funzioni più compromesse della malattia come il linguaggio, l’orientamento, la memoria, la capacità di critica e di giudizio.

Le leccate, gli scodinzolamenti, i segnali di attenzione sono sempre gratificanti per l’anziano e l’amore senza confini e l’approvazione incondizionata di un animale da compagnia, soddisfano bisogni emozionali vitali come ricorda B.Levinson, il padre della Pet therapy.

Il convegno di Saluzzo ha trattato questi temi e ho trovato molti punti di attinenza e vicinanza tra la pet therapy e le altre terapie non farmacologiche presentate. Il metodo Validation della dottoressa Siviero mi ha offerto notevoli spunti di riflessione.

Questo metodo si basa sul contatto empatico con l’anziano confuso. L’ascolto autentico della sua esperienza, il prenderla sul serio anche quando non è cognitivamente corretta o addirittura non è comprensibile, riduce frequentemente tensione, ansia, paura, con un calo di conseguenza dell’intensità della legittima difesa. E’ dunque terapeutico.

Quando l’anziano racconta del suo cane passato anche se in modo un po’ confuso gli stimola delle emozioni positive creandogli benessere che è l’obiettivo condiviso che si  vuole ottenere.

Il cane non compete, dà affetto, è un rapporto asimmetrico, per cui funzionale nella pet therapy: per questo cane e conduttore ripercorrendo le loro tappe evolutive, lavorano insieme come avveniva per la caccia ma con obiettivi diversi.

La terapia della bambola proposta dal dottor Cilesi presenta anche grandi  collegamenti con le terapie con animali.

La bambola terapia è una terapia  che tramite  una bambola con caratteristiche  particolari(peso, posizione delle braccia e delle gambe, dimensioni e tratti somatici, favorisce la diminuzione di alcuni disturbi comportamentali. Attraverso l’accudimento, la persona attiva relazioni tattili e di maternage che favoriscono la gestione e,  in alcuni la diminuzione di disturbi del comportamento quali agitazione, aggressività, apatia, comportamento motorio non adeguato (Ivo Cilesi).

Anche il cane stimola comportamenti di accudimento come descritto nella teoria  dell’accudimento di Bolwby e la stimolazione tattile che il cane dona con il suo pelo caldo e morbido riduce alcuni comportamenti non adeguati in questi pazienti.

Le terapie non farmacologiche quindi come anche la musicoterapia e la palestra di vita  e oramai come è scientificamente provato la pet therapy sono valide co terapie  insieme  a quelle farmacologiche,anzi tendono a ridurre l’uso del farmaco e quindi  anche ad un risparmio.

La pet therapy deve comunque essere applicata con rigore scientifico, da personale  preparato e animali adeguatamente educati evitando improvvisazioni che possono solo  nuocere alla disciplina o purtroppo non dare offrire gli obiettivi desiderati, per questo  motivo gli interventi assistiti con animali devono sempre essere preparati da una  equipe di persone ognuno con le sue competenze e essere corredate da schede di  valutazione del paziente e del cane per poter elaborare dati statistici scientificamente  validi.

In questo modo se le co  terapie sono avvalorate scientificamente,  potranno entrare nel tempo nei livelli minimi assistenziali.

Daniela Fraire