Sembra essere tutto fatto per la nuova avventura che i Battuti Neri di Bra si apprestano a vivere. Come la fenice risorta dalle ceneri, l’Arciconfraternita della Misericordia, che presto potrà contare su un sacerdote per la celebrazione della liturgia festiva, ridiventerà il cuore pulsante della vita ecclesiale braidese, complice anche l’ubicazione nel pieno centro cittadino.
Qualcosa, dunque, si è mosso. Nell’Anno Santo dedicato alla Misericordia, la pratica della carità, che contraddistingue l’antica Arciconfraternita, tornerà ad essere in prima fila e trascinerà con sé anche tutte le altre consolidate tradizioni di fede. Dall’investitura dei Rettori per l’anno 2016 alla processione dell’Addolorata, che il 18 marzo sarà guidata dall’Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia.
È però subito intuibile che a questi esiti si è arrivati sul filo di un processo di lavoro disteso ampiamente in un tempo che non è stato perso. Se il frutto è maturo e la parabola di nuovo ascendente il merito va senz’altro riconosciuto al presidente dei Battuti Neri, Roberta Comoglio, che non si è risparmiata affanni e cure, mettendo in campo le sue migliori risorse.
Il cenacolo della Chiesa di San Giovanni Decollato, si distinguerà ancora per i canti e gli uffici sacri nei giorni di festa in cui le consorelle e i confratelli vantano il privilegio di una sede riservata adiacente all’altare del sacrificio eucaristico. Il sacco di penitente è la loro divisa di cui si rivestono per partecipare ai cerimoniali più solenni, soprattutto se aperti al pubblico, con il colore nero che annulla le fisionomie individuali. L'abito, ricevuto in dote al momento dell’investitura e che coprirà le spoglie alla fine dell'esistenza, è il simbolo di uno spirito corporativo che stringe in unità i membri, scavalcando le loro differenze e facendo dei molti “una cosa sola”.
L'impianto della pietà mariana dell’Arciconfraternita più prestigiosa di Bra è esaltato dal gonfalone elevato a vessillo per accogliere gli sguardi dei fedeli che si affidano alla misericordia e all’intercessione potente della Madre di Cristo, l'”avvocata” per eccellenza dell'intero corpo della cristianità. La statua processionale di Maria Addolorata, con il corpo della Vergine trafitto da sette spade, svettante a lato del presbiterio, tornerà quindi ad affratellare i sodali e quella fetta del popolo di Dio che si era ovunque dispersa.
La storia, iniziata nel lontano 1587, continua…