Attualità - 01 marzo 2016, 17:41

La Regione Piemonte approva il "Piano amianto". Nella Granda riguarda 87 Comuni

La verifica degli esperti ha evidenziato oltre 23mila casi potenziali. L’assessore Valmaggia: “Strumento fondamentale per aiutare Enti locali e privati a rimuovere quel materiale dannoso per la salute”

Dopo un dibattito di alcuni mesi nelle Commissioni Ambiente e Sanità della Regione, presenti gli assessori dei due comparti, Alberto Valmaggia e Antonio Saitta, il nuovo Piano Amianto 2016-2020, che aveva già ottenuto l’ok della Giunta Chiamparino nello scorso mese di giugno, oggi è stato approvato definitivamente dal Consiglio di Palazzo Lascaris.

Gli obiettivi del nuovo documento sono: completare il monitoraggio del territorio per individuare l’esistenza del materiale nelle zone dove vive e opera l’uomo e in quelle in cui la sua presenza nel terreno è naturale; terminare le bonifiche delle aree di Casale Monferrato, Balangero e Corio che, però, come indicato dal ministero dell’Ambiente, ricadono nei siti di interesse nazionale e hanno risorse a loro riservate; proseguire la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici e privati, semplificando gli iter burocratici; individuare nuovi siti di smaltimento in Piemonte,  per collocare i previsti 2.000.000 di metri cubi derivanti dal recupero delle coperture in cemento-amianto; prestare molta attenzione all’aspetto sanitario legato alla prevenzione e alle conseguenze sulla salute delle persone prodotte dalle fibre nocive; informare i cittadini e formare i tecnici per raggiungere i traguardi fissati.   

 

Nella intera provincia di Cuneo l’indagine ha riguardato 87 Comuni. E’ stata evidenziata la potenziale presenza di 25.376 casi. L’attività di verifica, condotta in 16.279 punti, ne ha riscontrato 5.504 in cui è presente il cemento-amianto; 9.996 in cui non è presente; 7 casi di bonifiche in corso e 772 nei quali le stesse sono già state effettuate.

“Il Piano - sottolinea l’assessore Valmaggia - è uno strumento fondamentale per affrontare con precisione e determinazione il problema  amianto su tutto il territorio regionale. L’obiettivo è di accompagnare e aiutare gli Enti locali e i privati a rimuovere quel materiale estremamente pericoloso per la salute delle persone dalle zone del Piemonte nelle quali ancora esistano situazioni di pericolo”. 

Un primo passo su questo fronte la Regione l’ha già fatto con il Bando scaduto il 29 febbraio, grazie al quale sono stati resi disponibili 600.000 euro destinati alla raccolta, il trasporto e lo smaltimento di piccoli quantitativi di amianto (fino a 40 metri quadrati di superficie o 450 chilogrammi di peso) rimossi da edifici di proprietà privata a seguito di operazioni di bonifica nel rispetto della normativa in vigore. Le domande dovevano presentarle i Comuni, singoli o associati, le Unioni di Comuni e i Consorzi per la gestione dei rifiuti. Molti degli stessi Enti hanno aperto degli sportelli specifici, con l’obiettivo di dare informazioni ai cittadini nella compilazione delle richieste.

Sul sito http://webgis.arpa.piemonte.it/amianto_storymap_webapp/ è disponibile la mappatura, avviata nel 2013 e tuttora in corso, relativa alla presenza di amianto in Piemonte realizzata dalla Regione e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa). Sono stati presi in considerazione i Comuni con più di 10.000 abitanti e vicino a distretti industriali e territoriali rilevanti. L’ambito di indagine complessivo si è esteso su un’area di oltre 9.000 kmq, coinvolgendo completamente o parzialmente 600 Comuni per un totale di oltre 3 milioni di abitanti: più del 70% della popolazione piemontese. Il telerilevamento, completato sull’intera area di studio regionale, ha individuato 125.000 punti di coperture. Di questi, oltre 52.000 sono stati già oggetto di sopralluogo e verifica. Le attività, fino a ora, hanno individuato la presenza di cemento-amianto in oltre 26.000 punti e bonifiche (effettuate o in corso) in più di 6.000 degli stessi.

 

 

c.s.