Una delegazione del Comitato spontaneo costituito da 500 allevatori e operatori dell’indotto caseario e non solo del Piemonte, ha presentato al viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, durante un incontro svoltosi a Cuneo, la campagna autofinanziata messa in campo con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica al consumo di latte al 100% solo italiano. Sia per il prodotto munto, sia per quelli derivati come il formaggio.
L’iniziativa era stata promossa dalla consigliera provinciale, Milva Rinaudo. Per il Gruppo spontaneo hanno preso parte alla riunione Gabriele Montarsino e Alex Forestello di Saluzzo, Osvaldo Garrone di Envie e Paolo Druetta di Scalenghe.
“Purtroppo - hanno spiegato - il prezzo alla stalla incassato dagli allevatori - da 0,31 a 0,35 euro al litro - non basta a coprire i costi sostenuti. L’industria di trasformazione compra il latte dall’estero e la nostra preoccupazione è che molte aziende siano costrette a chiudere. Noi produciamo latte di qualità, come dimostrano i continui controlli, per cui intendiamo far capire ai cittadini che con il latte totalmente italiano si mangiano prodotti più sicuri, più sani e più genuini”.
Il Comitato vuole portare la campagna nelle scuole, nelle piazze e attraverso, serate e incontri, informare i consumatori. Per questo motivo ha chiesto ai Comuni che non facesse pagare la tassa di affissione dei manifesti e, quando necessario, l’occupazione del suolo pubblico. La Provincia di Cuneo ha patrocinato l’iniziativa. “La filiera del latte italiana - ha risposto il viceministro Olivero - è arrivata spaccata all'attuale gravissima crisi europea ed il Governo sta lavorando con determinazione per compattarla, mettendo tutti gli attori interessati attorno a un tavolo. Produttori, trasformatori, grande distribuzione devono fare tutti la loro parte per salvare il comparto, senza eccezioni”. Poi, ha sottolineato le azioni portate avanti negli ultimi mesi: “Abbiamo messo in campo misure straordinarie per sostenere il prezzo del latte, ma sappiamo che da sole non sono sufficienti. Stiamo lavorando per sperimentare la tracciabilità del latte e questo intervento, nonostante resistenze ancora presenti in Europa, potrebbe costituire un bel passo in avanti. In questa direzione sosteniamo tutte le iniziative che invoglino i consumatori ad acquistare latte prodotto in Italia. In questo momento difficile il Ministero è vicino agli allevatori e a chi opera nell’indotto del comparto”.