"La Strategia macroregionale alpina è una realtà importantissima per il nostro Paese. Come quella Ionico-Adriatica, Eusalp richiede il massimo impegno degli Enti locali per la sua realizzazione. Ma serve una guida per le Regioni italiane che interagiscono con le regioni di altri Stati Europei nella Strategia. E non può che essere del Governo, con un coordinamento tra i diversi Ministeri".
Così si è espresso l'Onorevole Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della Montagna, intervenendo oggi al convegno promosso alla Camera dal gruppo del Partito Democratico sulla nascente Strategia macroregionale alpina.
"Di fronte a noi, affinché Eusalp sia funzionale alla crescita dei territori montani, abbiamo tre grandi sfide. La prima è quella relativa al coinvolgimento degli Enti locali. Le Unioni montane di Comuni e le singole municipalità devono essere pienamente consapevoli di quanto sta avvenendo in Europa e di quanto l'UE fa per le Alpi. Il loro coinvolgimento non è accessorio ma necessario per far permeare la Strategia tra le comunità".
Borghi ha insistito sul ruolo delle Regioni e sulla necessità di fare "unità nella diversità". "Le Strategie UE varate finora - ha detto - mettono al centro le Regioni. Che però devono condividere maggiormente obiettivi e politiche, evitando che ciascuna, al di qua e al di là del confine, si chiuda nel proprio ordinamento, nella sua autonomia, e attui politiche non coordinate, non armonizzate. Servono coesione, dinamismo e capacità di programmazione".
Secondo Borghi, è importante che il Governo e il Parlamento contribuiscano alla costruzione di Eusalp e orientino secondo i pilastri della Strategia le politiche per le aree interne e montane.
"L'articolo 44 della Costituzione ci chiede di attuare misure specifiche in favore della montagna - conclude il presidente dell'Intergruppo - Anche la Carta di Lisbona inserisce le zone montane come destinatarie di particolari interventi. Eusalp può finalmente spingere l'Italia a fare quanto non è stato fatto negli ultimi due decenni. Deve nascere un coordinamento tra i Ministeri (Tesoro, Affari Esteri, Affari regionali), una maggiore sinergia, un link permanente con la DgRegio di Bruxelles anche per evitare che la Strategia si appesantisca di burocrazia o sia intesa da qualcuno come una nuova istituzione, come un nuovo ente. Eusalp non è un bancomat per le Regioni e per gli Enti locali, neppure un centro di ricerca socio-filosofico. Non è la Padania 2.0. È un modello di organizzazione politico che l'Europa affida alle Regjoni e agli Enti locali, affinché orientino insieme le politiche, facciano scelte e le condividano. Al centro vi sono le necessità delle comunità, il miglioramento dei servizi e delle condizioni economiche di chi vive e fa impresa nelle aree alpine".