L’Angelo dell’Alta Langa, statua inaugurata il 7 giugno 2015 a Bossolasco, piccolo Comune in provincia di Cuneo di 700 abitanti, si affaccia, maestosa, dal Belvedere della cittadina sul panorama mozzafiato delle colline circostanti. “Dispiegando le sue ali e abbracciando il mondo”, come hanno voluto gli amministratori dell’Ente e della Pro loco. Perché l’opera dell’artista contemporaneo Daniele Cazzato - si legge nella presentazione accanto al lavoro - è stata realizzata per “celebrare e ricordare il coraggio e la generosità delle genti di queste vallate che, durante la Seconda Guerra Mondiale, diedero asilo indistintamente a ebrei, partigiani, soldati in cerca di salvezza, nascondendoli tra la popolazione”. Un messaggio di pace e di accoglienza, con le radici ancorate nel passato e lo sguardo rivolto al futuro, di cui, in questa Pasqua insanguinata e devastata dagli ultimi attentati terroristici, abbiamo fortemente bisogno. Siamo tutti “Charlie”, siamo tutti francesi, però dobbiamo essere tutti belgi, tutti turchi, tutti migranti, tutti uomini e donne di ogni nazionalità uccisi crudelmente dalle bombe o dai kalashnikov del fanatismo religioso. Siamo scesi in piazza, giustamente, per i cugini d’Oltralpe. Ma le morti, provocate del delirio jihadista, non sono tutte uguali?
A volte, poi, si sente affermare, da politici ed esperti di primo piano: “L’Isis ci ha dichiarato guerra e noi dobbiamo rispondere con la guerra”. Tuttavia, se fosse quella la strada, dove attacchiamo? Dove colpiamo? Il terrorismo ha dalla sua parte l’imprevedibilità: bastano pochi uomini imbottiti di tritolo per compiere delle stragi e tenere sotto scacco il mondo. Gli eserciti, no: hanno bisogno di programmazione e si muovono lentamente. Gli Stati Uniti, dopo l’11 settembre 2001 hanno serrato le fila, lavorando compatti in un’unica direzione. Anche se qualche scelta strategica è stata discutibile.
L’Europa, al contrario, sta dimostrando le sue fragilità e le sue debolezze: quelle politiche e quelle dal punto di vista della sicurezza complessiva. Se il Vecchio Continente vuole uscire, con buon senso e fermezza dalla terribile stagione che sta vivendo, non deve invadere i Paesi stranieri, ma iniziare un nuovo e strutturale percorso di collaborazione tra i servizi segreti e le forze di polizia di ogni nazione. Pure quelle che non fanno parte dell’Unione Europea, come la Russia. Isolando il pericolo jihadista e quello terroristico attraverso la prevenzione e la diplomazia. Come dice Emma Bonino, non più parlamentare, però ancora esponente di spicco della politica italiana e comunitaria: “Invece di andare a bombardare a destra e a sinistra, azioni che sono sempre state un fallimento, se non controproducenti, pensiamo a costruire una sicurezza comune”. Ammesso che i Governi nazionali e le Istituzioni europee ne siano capaci. Superando le parole a vuoto e le dichiarazioni di buoni propositi.
Mentre l’Angelo dell’Alta Langa attende, per accogliere, con un gesto spontaneo di solidarietà, “le culture e le religioni di ogni tempo e di ogni luogo della terra”. Un messaggio di pace lanciato da quei cittadini della provincia di Cuneo che, dalla Lotta contro la dittatura fascista e quella nazista in poi, hanno fatto della libertà, della giustizia, della fratellanza e della democrazia la loro ragione di vita.