Il Marcovaldo chiude definitivamente l'attività giusto il 1° aprile, ore 18, col primo di quattro incontri sull'arte e la vita. Tema complesso e un po' curioso vista la… morte dell'associazione. Su un quotidiano piemontese, quando fu rinnovato l'anno scorso il consiglio di amministrazione nominandone a capo la Formento e inserendovi anche Alfieri, comparve il titolo ironico «Dopo la "drügia", arrivano i torinesi», anticipando quel che sarebbe accaduto. La «drugia» che aveva avuto a che fare con la vicenda dell'ex presidente e fondatore Pellegrino, invece di concimare e fecondare l'associazione stessa l'ha soffocata coi suoi afrori e così è stata chiusa. Un errore imperdonabile, dovuta da un lato al solito torino-centrismo anche nella cultura, dall'altro a una miopia degli enti pubblici, e non solo, cuneesi, ormai tutti proiettai verso le… collisioni langhette. E chissà che dietro la vicenda non si muovano personaggi che magari fanno i collezionisti d'arte e amerebbero gestire in prima persona il settore, specie quello moderno, a beneficio anche delle proprie collezioni.