Al Direttore - 30 marzo 2016, 11:03

Chiusura dell'associazione Marcovaldo: oltre ai dipendenti, un dramma anche per i collaboratori

Riceviamo e pubblichiamo

Villa Belvedere

Gentile Direttore,

siamo un gruppo di collaboratori dell’ex Associazione Culturale Marcovaldo desideroso di far sentire la propria voce, in quanto ci sembra di essere stati completamente dimenticati da tutti. Se molto si è parlato del licenziamento dei 7 dipendenti, ai quali va tutto il nostro rammarico per aver perso il posto di lavoro, nulla si è detto in merito a noi assistenti; anche noi, infatti, abbiamo perso il “posto di lavoro”.

L’Associazione Marcovaldo aveva in gestione numerosi siti del cuneese: Borgata Balma Boves (Sanfront), Villa Belvedere (Saluzzo), Palazzo Sarriod de La Tour (Costigliole Saluzzo), Castello e Parco del Roccolo (Busca), Museo Civico Luigi Mallé (Dronero), Forte Albertino (Vinadio), e il servizio di biglietteria e di attività espositiva al Filatoio di Caraglio. La maggior parte dei siti seguiva un’apertura stagionale dal mese di aprile/maggio al mese di ottobre  mentre alcuni, come il Filatoio di Caraglio, potevano prolungare la loro apertura in inverno sulla base delle esposizioni museali temporanee.

A chi il compito di aprire i siti? A chi quello di accogliere e informare il visitatore circa le proposte culturali del momento? A chi l’arduo compito di immergere il visitatore e le scolaresche nella storia del bene? A chi il compito di custodire le opere esposte durate le mostre temporanee? A chi - ancora - il compito di fornire informazioni sul territorio?

Questi compiti erano affidati a noi collaboratori dell’Associazione Culturale Marcovaldo; collaboratori il cui numero si aggirava, nel corso delle più importanti esposizioni, intorno alle 30 unità. Negli anni sono stati decine e decine i collaboratori , che con periodi di lavoro differenti e con contratto a progetto o prestazione occasionale, hanno contribuito alla valorizzazione dei beni.

Conosciamo tutti, ormai, il dilagante impiego dei volontari nei servizi museali ma ricordiamo che il primo articolo della Costituzione Italiana non recita (ancora): “L’Italia è una Repubblica, fondata sul volontariato” e questo l’Associazione Marcovaldo lo ha sempre tenuto bene in conto. L’associazione non si è mai avvalsa del servizio volontario ma ha sempre dato valore a coloro che, operando “in prima linea”, erano l’orecchio, l’occhio e il volto dell’organizzazione. Orecchie che hanno ascoltato complimenti, domande, applausi, critiche. Occhi che hanno visto sorrisi, sguardi stupiti, persi, talvolta distratti. A tutti i nostri visitatori, sia occasionali che fidelizzati, vogliamo dire: “Grazie. Grazie per  aver apprezzato l’operato dell’associazione sul territorio cuneese”.

Con la chiusura dell’associazione, tra noi collaboratori, c’è chi perde una  fonte reddito e chi quello che ormai era diventato  un vero e proprio lavoro, ma tutti perderemo una continua fonte di crescita.

Una domanda: dopo 25 anni di attività culturali, restauri, riqualificazioni, esposizioni temporanee, promozione del territorio, quale sarà il destino di questi beni? Il lavoro di tutela e valorizzazione dei beni culturali, per essere efficiente, deve presentare continuità e sforzi perenni.

Grazie,

un gruppo di collaboratori dell’ex Associazione Culturale Marcovaldo.