Mercoledì 23 marzo presso il Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri a Roma alla presenza del Vice Comandante Generale dell'Arma Antonio Ricciardi, di molti vertici dell'istituzione, di rappresentanti del mondo accademico e di giornalisti e ospiti, il Dott. Diego Scarabelli ha presentato il suo libro Lotta alla mafia siciliana, processo verbale redatto nel 1927 dal Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Paolo Bordonaro comandante della stazione di Sommatino in provincia di Caltanissetta.
Lo scrittore, alla prima esperienza editoriale è residente a Cuneo dalla nascita, dove ha frequentato il liceo scientifico “Giuseppe Peano” per poi girare l'Europa e il mondo (Torino, Dublino, Seoul, Yale) per arrivare a conseguire il dottorato in Crimine Organizzato e Forze dell'Ordine. Hanno dato un loro contributo alla presentazione anche il Comandante del ROS, Generale di Brigata Giuseppe Governale e il Capo del Museo Storico Colonnello Alessandro Della Nebbia. Il Dott. Scarabelli, giovane ricercatore cuneese e analista politico-economico, ha rinvenuto questo documento presso il Museo Storico dei Carabinieri di Roma durante una ricerca per il suo dottorato sul crimine organizzato conseguito presso lo University College London e ne ha subito compreso l'importanza. E' infatti il primo rapporto di cui si è a conoscenza, redatto dai Carabinieri, che descrive la mafia come un'unica grande organizzazione con i suoi 'rappresentanti' in tutta la Sicilia e non solo come una mentalità o un comportamento.
Al libro è stato concesso l'onore di avere sulla prima pagina lo stemma araldico dell'Arma dei Carabinieri e il quarto di copertina del Prof. Nando dalla Chiesa. Come ha sottolineato il Dott. Scarabelli durante la sua presentazione e nell'introduzione al libro, forse il più grande merito del Maresciallo Maggiore Bordonaro è quello di aver saputo estrapolare, dai dati derivatigli dalle confessioni degli indagati, il modello operativo della mafia e di averlo saputo utilizzare per indagare in maniera sempre più approfondita il fenomeno mafioso. Anche il Generale del ROS ha sottolineato le capacità del Maresciallo Maggiore Bordonaro di scoprire coi limitati strumenti di indagine a sua disposizione una realtà tanto complessa e omertosa. Sicuramente Bordonaro era dotato di indubbie capacità psicologiche, oltre che di una profonda fede cristiana, che gli permettevano di superare le ataviche barriere del silenzio sempre e ad ogni costo e spingere gli indagati a parlare.
Si assiste così per la prima volta, durante il processo verbale, ad un fenomeno di pentitismo che fa scoprire una criminalità mafiosa in aree geografiche a quei tempi ancora inesplorate. I risultati del lavoro di Bordonaro si traducono in un maxi processo - il 1° di quella portata nella storia della mafia- e nelle sentenze emesse il 18 e il 27 gennaio 1931 dalla Corte d'Assise di Caltanissetta. I condannati sono 122, le condanne all'ergastolo 6 , 1748 anni 5 mesi e 24 giorni di reclusione. Dunque un pieno successo anche dal punto di vista giudiziario. Il testo è molto coinvolgente. Le storie narrate sono dei veri e proprio gialli che vengono man mano dipanati in tutte le loro sfaccettature. E' reperibile on line su Amazon o si può fare la richiesta per il testo cartaceo alla casa editrice Horizons University Press (shop@hupress.eu) che provvederà all'invio.
La presentazione del libro in quel di Cuneo è prevista per giovedì 14 aprile alle ore 18,00 presso la libreria Stella Maris, in via Felice Cavallotti.