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Attualità | 14 aprile 2016, 13:47

Riorganizzazione delle PA: Mino Taricco primo firmatario di un'interrogazione dedicata alle Camere di Commercio

"Le Camere di commercio sono state un riferimento importante per le imprese, contribuendo al perseguimento di obiettivi di qualità e competitività ed al tempo stesso di trasparenza e legalità"

Riorganizzazione delle PA: Mino Taricco primo firmatario di un'interrogazione dedicata alle Camere di Commercio

E' stata presentata al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e al Ministro dell'economia e delle finanze, un’interrogazione relativa alla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche in merito alle Camere di Commercio.

Primo firmatario Mino Taricco, insieme ai colleghi Francesca Bonomo, Piergiorgio Carrescia, Guido Galperti, Carlo Dell’aringa, Anna Giacobbe, Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini, Luisella Albanella, Ernesto Preziosi, Francesco Prina, Bruno Censore, Lorenzo Becattini, Sabrina Capozzolo.

Il presupposto è la legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che, all’articolo 10, prevede la delega per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, anche mediante la modifica e il riordino delle disposizioni legislative che attualmente regolano la materia.

«Nel merito di questa legge – specifica il deputato Taricco – vengono individuati principi e criteri per l’adozione, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge in oggetto, di un decreto legislativo da parte del Governo che determini il diritto annuale a carico delle imprese, tenendo conto della sua riduzione, disposta dall'articolo 28 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Il citato articolo 28, riduce l'importo del diritto annuale delle seguenti percentuali: per l'anno 2015, del 35 per cento, per l'anno 2016, del 40 per cento e, a decorrere dall'anno 2017, del 50 per cento, con una riduzione a regime di 400 milioni di euro circa delle entrate previste per gli enti post-riordino. Il diritto annuale costituisce un'entrata attraverso la quale viene assicurata gran parte della dotazione finanziaria necessaria all'espletamento delle funzioni demandate al sistema camerale, pertanto, gli effetti derivanti da una riduzione del suddetto diritto, rischiano di produrre ricadute significative sulla tenuta occupazionale degli enti del sistema camerale.»

I criteri di efficienza stilati prevedono anche l'accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento delle funzioni in forma associata. Tra le azioni da mettere in pratica, è prevista poi la ridefinizione di compiti e funzioni delle nuove Camere di commercio, che non dovranno in nessun caso sovrapporsi ad altre funzioni pubbliche, prevedendo che si definisca anche il trattamento del personale dipendente, che è di circa 7mila addetti cui si aggiungono i 3mila delle aziende speciali controllate.

«La nuova geografia della rete camerale – aggiunge Taricco – prevede la ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con riduzione del numero dalle attuali 105 a non più di 60 mediante accorpamento di due o più camere di commercio, e la possibilità per singoli enti di non essere accorpati se con numeri superiori alla soglia dimensionale minima prevista di 75.000 imprese iscritte nel registro delle imprese. Da agenzie di stampa si apprende l’ipotesi di un taglio all’organico attuale del 15 per cento, che riguarderebbe nella sostanza 1000 figure professionali, visto che il personale alle dirette dipendenze del sistema camerale è di circa 7 mila persone. Questa riduzione degli organici che dovrebbe portare a risparmi di spesa, rischia di provocare una dispersione di profili altamente professionali. Le Camere di commercio sono state un riferimento importante per le imprese, contribuendo al perseguimento di obiettivi di qualità e competitività ed al tempo stesso di trasparenza e legalità del sistema delle imprese stesse, oltre a svolgere importanti funzioni giuridico-amministrative.»

Per questo, nell’interrogazione si chiede al Governo di istituire un tavolo di confronto per valutare la possibilità di definire priorità cui indirizzare attività e risorse e, inoltre, di individuare misure tali da tutelare i profili attualmente attivi nelle Camere di Commercio, al fine di evitare la dispersione di professionalità con conseguente rischio di minore sostegno alle imprese.

c.s.

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