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Saluzzese | 14 aprile 2016, 08:01

Crissolo: “Regolarizzino gli ‘usi civici’ su cui lavorano e siamo pronti a dare loro una concessione per 99 anni”

Il sindaco Aldo Perotti a gamba tesa nei confronti dei gestori degli impianti di risalita: “Nessuno può concedere loro l’esenzione che pretendono senza incorrere nel reato di danno erariale per il Comune. Finiamola di raccontarci delle balle!”

Crissolo, il sindaco Aldo Perotti

Crissolo, il sindaco Aldo Perotti

Le opportunità per non essere, fra due mesi appena, nuovamente punto e a capo per ciò che concerne il futuro turistico-invernale di Crissolo, c’erano tutte: bisognava soltanto allungare la mano ed afferrarle, mettendosi fra l’altro anche a posto con la Legge. Come Comune eravamo pronti a firmare una concessione anche per i prossimi 99 anni, ma abbiamo trovato una rigidità che non ha spiegazioni logiche ed i nostri rapporti si sono interrotti in quel preciso istante”.

Non ci sta ad essere quello che nella prossima campagna elettorale rischia di venire additato come il definitivo affossatore delle ambizioni turistiche-invernali del paese il sindaco Aldo Perotti. Né ha perso tempo per dircelo – al telefono - con quella pacatezza, un po' tipica dell’affabulatore, nei confronti della stampa che da sempre lo contraddistingue e gli riconosciamo.

La sua telefonata arriva di buon mattino. La voglia di offrire delle risposte ai tanti perchè sollevati un’ora prima da un nostro articolo sulla incomprensibile pochezza della durata della concessione firmata alla Monviso Ski ed alla famiglia Genre che la guida, è grande. E sta tutto in due parole “usi civici”.

La concessione di un feudo, da parte del Sovrano, consentiva al feudatario, la gestione politica del feudo ed il solo godimento dei beni concessigli (pari all'odierno usufrutto), non comprendendo però la disponibilità di tali beni, infatti, l'eventuale costituzione sugli stessi di oneri reali (quali per esempio l'uso del territorio), la vendita o l'eventuale aggregazione di più feudi, era e rimaneva di sola competenza del Sovrano. Ecco come nacquero gli “usi civici”.

L’utilità dello sfruttamento di un terreno gravato dall’uso civico (una sorta di bene demaniale) sta nel diritto di raccogliere o trarre dal fondo, oltre a quanto necessario per i propri bisogni familiari, altri prodotti da commercializzare in modo da ricavarne vantaggi economici. Questa classificazione è, quindi, caratterizzata dall'utilizzazione del bene per un prevalente fine economico.

Il che non vuol dire che per questo non si possano sfruttare, anzi. Ma che per farlo bisogna versare nelle casse comunali un quota annuale (stabilita con Legge Nazionale del 1927) che legalizzi l’uso di un terreno che in tutto e per tutto non appartiene a nessuno di noi, bensì alla comunità sul cui territorio quest’area “poggia”. Vale per i rifugi, per i rifugi ristoranti (come quello del sindaco, di Pian del Re, che in effetti ha da tempo regolarizzato la propria posizione)  e vale – ahinoi – per qualsiasi altra cosa sorga su di essi, compresi gli impianti di risalita a meno che questi (come ogni altro bene sino ad ora elencato) sia di proprietà dell’Ente Pubblico. Come a Crissolo è di proprietà pubblica la sola seggiovia.

L’uso civico inalienabile ed imprescrittibile ed ogni atto compiuto su terreni  ad uso civico è letteralmente nullo. Vale zero, in buona sostanza.

Tradotta in soldoni, la cifra intorno alla quale ruota la diatriba Comune-Genre sarebbe compresa fra i 16 ed i 20 mila euro. Tanto la Monviso Ski dovrebbe versare nelle casse del Comune di Crissolo. Una cifra che il Comune si sarebbe addirittura detto disponibile a far rientrare dalla finestra, magari sotto forma di contributo alla gestione dei Genre.

Invece il nulla più assoluto. I Genre – ci dice ancora il sindaco –, che nel frattempo si sono nominati anche un perito di parte, ci hanno detto che o concediamo loro l’esenzione totale o non se ne parla. Ecco cos’ha causato l’interruzione dei rapporti fra le parti: l’integralismo, la distanza fra le parti, la cocciutaggine nel non voler capire che la cifra per gli usi civici è un atto dovuto che niente e nessuno potranno mai cancellare, se non rischiando una denuncia di danno erariale al Comune. Lo aveva percepito anche il mio predecessore Piero Reverdito, che già nel 2010 aveva inappuntabilmente avviato le procedure. E ancora. C’è un altro comune in Italia che dà dei soldi ad un privato per far funzionale gli impianti? Noi anche questo abbiamo fatto. Ora però basta raccontarci delle balle, almeno questo”.

Cosa potrebbe accadere di fronte a questo irrigidimento? “Non oso immaginarlo”.

I pochi esperti in materia sostengono che Genre rischia come minimo di sborsare una cifra assai maggiore della ventina di migliaia di euro odierni (avendo lasiato scadere i termini della proposta di conciliazione). O addirittura, nella peggiore delle ipotesi, di dover smantellare tutto quanto realizzato o innalzato sui terreni ad “uso civico”: rifugio ed impianti naturalmente compresi.

Ma forse conviene a tutti, ai Genre ed a Crissolo più che ad altri, di sedersi prima intorno ad un tavolo.

R.G.

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