Questa sera si saprà chi sarà il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Alle 17 si riunisce il Consiglio generale, composto da 23 elementi, che dovrà scegliere tra due candidati presidenti e le loro rispettive squadre.
Lo statuto non contempla soluzioni di compromesso.
Non è cioè possibile un rimescolamento di carte in extremis nella composizione del consiglio di amministrazione, qualora i numeri fossero di strettissima misura a vantaggio dell’uno o dell’altro contendente. Basta un voto per fare la differenza, alla stregua di quanto avviene nei ballottaggi per l’elezione a sindaco. Chi ottiene una preferenza in più è eletto al vertice e trascina automaticamente con sé il cda che ha proposto al momento della presentazione della propria candidatura.
La partita per la successione a Ezio Falco – com’è ampiamente noto – avviene tra l’albese Antonio Degiacomi, vicepresidente uscente e il cuneese Giandomenico Genta, fino alla scorsa settimana componente del cda della Fondazione Crt.
Li abbiamo interpellati entrambi, non già per un appello finale al voto, quanto piuttosto per capire i loro umori e il loro stati d’animo a poche ore dal duello finale.
Stringato ed essenziale il commento di Genta: “Abbiamo lavorato bene, ci siamo confrontati in modo leale coinvolgendo il territorio e le categorie produttive, ossatura dell’economia provinciale. La squadra che ho presentato è espressione di queste sensibilità e di questi mondi. Col passare dei giorni – afferma – abbiamo registrato una crescente adesione al nostro programma, segno che non è stato redatto a tavolino, ma costruito insieme a tanti soggetti. Sono fiducioso – conclude Genta – che le nostre idee e i nomi che ho proposto per l’esecutivo possano trovare il gradimento del Consiglio generale”.
Più articolata la riflessione di Degiacomi: “C’è un candidato albese alla presidenza appoggiato da molti cuneesi e un candidato cuneese sostenuto da parecchi albesi. Il paradosso avrebbe anche delle positività, se non fosse – osserva Degiacomi – che si è frapposta, da parte del centrodestra, una politicizzazione del tutto fuori luogo. Avrei preferito che il dibattito si fosse incentrato sui temi e sulla funzione della Fondazione. Tralascio commenti sulle polemiche personali, perché queste, purtroppo, sono inevitabili. Rilevo semmai che c’è stata una differenza di stile e che talune forzature sulle persone non sono state propriamente gradevoli. Almeno queste – conclude Degiacomi - avrebbero potuto essere evitate”.
I bookmaker dicono che a fare la differenza saranno coloro che non hanno sottoscritto alcuna delle due liste.
Sono questi che mantengono viva la suspense fino all’ultimo e che, al momento del voto, risulteranno determinanti per far pendere l’ago della bilancia a favore dell’uno o dell’altro.