Gentile Direttore,
la solidarietà modaiola di quest’ultimo periodo colpisce ancora: a Mondovì arriveranno altri profughi. Difficile pensare che saranno accolti per spirito altruista, più probabile invece che siano interessi economici a spingere qualcuno ad ospitare presunti profughi nel bel mezzo del centro storico. Proprio in quella porzione di città che è stata appena rimessa a nuovo e che dovrebbe essere il volano per il rilancio del commercio e della vivibilità cittadina.
Perché tutta questa paura? E’ forse razzismo? Assolutamente no.
La diffidenza deriva solo ed esclusivamente dalle pessime esperienze dei “migranti” che già sono ospitati in altre strutture, non solo del monregalese, ma di tutta la penisola… non proprio tutti innocenti disperati in fuga dalla guerra. Molti di coloro cui viene già offerto vitto, alloggio, credito telefonico e vestiario hanno persino osato protestare: il cibo non sarebbe di loro gradimento e il wi-fi sarebbe scarso o poco presente.
Questo però è ancora niente.
Nel silenzio (quasi) generale dei media, alcuni di costoro, ospiti di una struttura alberghiera di Mondovì, sono stati arrestati nei mesi scorsi per spaccio di droga, stupefacenti che venivano venduti anche a minorenni. Rimpatriati? Incarcerati? No, agli arresti domiciliari, quindi, di fatto, liberi di circolare e magari di reiterare il reato per il quale erano stati messi agli arresti.
I monregalesi (italiani ed immigrati regolari) stanno tirando la cinghia per arrivare a fine mese, in molti stanno facendo sacrifici per ottenere una pensione che chissà quando, e se, arriverà… e il Governo spende dei soldi per persone che poi si lamentano se noi li accogliamo? E pensare che abbiamo anche concittadini illustri che in questo Esecutivo ricoprono anche incarichi non di poco conto…
Grazie,
Lega Nord - Sezione di Mondovi