Un’interrogazione a risposta immediata, discussa durante l’ultimo Consiglio regionale, per sapere quando verranno emanate le misure attuative della deliberazione n. 20/3037 relativa a lavoro e occupazione.
È quanto ha presentato la Consigliera regionale Carla Chiapello (Moderati), che torna ad occuparsi di una tematica molto attuale, quella della disoccupazione e dell’accesso al mondo del lavoro. Sono preoccupanti gli ultimi dati dell’IRES relativi alla sicurezza del posto di lavoro: rispetto a tre anni fa è aumentata la percentuale di piemontesi che teme di rimanere disoccupata (dal 25,7% del 2013 al 30,8%).
Mentre in alcune zone della regione la situazione è migliorata, sono le province di Cuneo,Torino e Vercelli quelle che abbassano la media. In Granda nel 2013 il 25,9% dei lavoratori temeva di restare disoccupato, paura condivisa oggi dal 30,9% degli occupati.
“L’Unione Europea ha stanziato dei fondi per promuovere le opportunità di occupazione e la mobilità geografica e professionale del lavoratori, nonché favorire l’adeguamento alle trasformazioni industriali. Compito delle singole regioni è stato quello di esprimere dei programmi operativi sulla base delle direttive emanate dall’UE.”
A marzo è stata approvata la direttiva pluriennale per la programmazione dei Servizi e delle Politiche Attive del Lavoro, con uno stanziamento di 62 milioni di euro in tre anni. “I fondi, dunque, ci sono – spiega la Consigliera Chiapello – e la Regione, scopro nella risposta alla mia interrogazione, sta per definire 6 bandi per diverse categorie di lavoratori, che diventeranno operativi in autunno.”
29 milioni andranno ai lavoratori disoccupati, 10 milioni a quelli svantaggiati e 3 milioni ai laboratori impresa e occupazione, divisi in base alla programmazione del POR.
“Non c’è più tempo. Ci sono padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro e che hanno fortemente bisogno di essere aiutati, ricollocati, formati per avere nuove possibilità. Per loro anche un solo giorno di ritardo può fare la differenza. Ancora una volta la lentezza burocratica e le difficoltà di accesso ai fondi europei mettono in difficoltà i cittadini, soprattutto i più deboli. Per questa amministrazione regionale il lavoro è sempre stato prioritario: dispiace constatare che, a causa di procedure farraginose piovute dall’alto, come quelle dell’Unione Europee, non si possa essere sempre efficienti come si vorrebbe.”