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Politica | 12 luglio 2016, 09:43

Mondovì: Paolo Magnino lascia l'incarico di consigliere comunale

Presenterà le sue dimissioni questa mattina. Ecco le ragioni del suo abbandono e le reazioni degli amministratori monregalesi

Mondovì: Paolo Magnino lascia l'incarico di consigliere comunale

Un autentico fulmine a ciel sereno ha colpito il Consiglio comunale di Mondovì nella serata di lunedì 11 luglio quando il consigliere di minoranza Paolo Magnino ("Gruppo Misto") ha comunicato la sua decisione di dimettersi dall'organo collegiale del capoluogo monregalese.

Riportiamo di seguito il suo discorso d'addio: "Per me è un sacrificio, ma è una scelta a cui non potevo sottrarmi e voglio annunciarla qui, nell'unico contesto che reputo idoneo. Ciascuno di noi deve interpretare al meglio il proprio incarico, la propria funzione. Rispetto a quattro anni fa sono cambiati il mio ruolo e il contesto lavorativo in cui opero; il mio ruolo mi impegna sempre di più e non mi consentirebbe l'assunzione di ulteriori responsabilità. Da tempo avevo dichiarato che non avrei potuto più candidarmi a sindaco: Mondovì necessita di una persona che possa prendersi cura di lei in maniera esclusiva e totalizzante. Penso che fare il sindaco per un politico sia la cosa più bella, anche se devo ammettere che si tratta di un incarico delicatissimo e non adeguatamente remunerato".

Tuttavia, vi sono anche altre ragioni che hanno indotto Magnino a dire "stop": "A Mondovì - ha proseguito - tira già aria di campagna elettorale, tanto che a dieci mesi di distanza dalle prossime votazioni si conoscono già i nomi dei primi candidati. In questi 14 anni d'esperienza civica ho visto consiglieri d'opposizione spostarsi e sedersi fisicamente in gruppi di maggioranza. Ho visto consiglieri che subentravano a colleghi dimissionari rinnegare la propria lista di appartenenza e sedersi comodamente dalla parte della maggioranza. Giusto? Sbagliato? Ne ho preso atto. Recentemente ho visto nascere e fondersi nuovi gruppi consiliari, apparentemente freddi nei confronti della maggioranza, ma estremamente abili nel giurare fedeltà eterna al sindaco Stefano Viglione. Questo meccanismo non fa altro che minare l'alternanza di governo, con cui si eviterebbero le storture, i "sistemi" e le sclerotizzazioni della macchina comunale. Inoltre, sbaglia chi dipinge Viglione come il solo responsabile delle scelte amministrative: se la sua amministrazione presenta più ombre che luci, la colpa è da ricercarsi nella peggior crisi economica che l'Italia abbia vissuto a partire dal Dopoguerra e anche nella maggioranza, che lo ha sempre sostenuto senza "se" e senza "ma". Viglione non è mai stato un uomo solo al comando e lascia la sua città con più contenitori vuoti di quanti ve ne fossero dieci anni fa. Adesso è giunto il momento che quella maggioranza si sieda in panchina: Mondovì deve smettere di essere considerata alla stregua di un feudo, nel quale gli incarichi si trasmettono per successione ereditaria".

Infine, non manca una stoccata a "Mondovì in Movimento", associazione che Magnino ha rappresentato in ambito consiliare sino a pochi mesi fa, prima di giungere a una frattura insanabile che ha indubbiamente avuto un peso specifico non indifferente nella sua decisione: ""Mondovì in Movimento" ha fatto la scelta, assembleare, di dialogare con il 50% della maggioranza consiliare alla quale mi sono sempre contrapposto per stile, scelte politiche, amministrative e di programma. Tutto sommato, non si può essere disposti a tutto pur di entrare nella stanza dei bottoni. Sono stato di fatto sfiduciato dal gruppo di cui facevo parte: non mi resta che prenderne atto e andare a casa. Per correttezza e coerenza non posso che dimettermi. Non esistono per me altre alternative. Ringrazio in ultimo chi mi ha concesso la possibilità di vivere questa esperienza per 14 anni, in primis gli elettori (che almeno per le elezioni comunali davvero scelgono e scrivono una preferenza), gli amici di "Obiettivo Comune", quelli dell'"Ulivo", del Partito Democratico e di "Mondovì in Movimento", ringrazio gli uffici comunali per la collaborazione che mi hanno dato tutte le volte (e sono tante) che ne ho fatto richiesta. Auguro buon lavoro a tutto il Consiglio comunale, soprattutto a Stefano Tarolli e a Giovanni Gambera, alla Giunta e al signor sindaco per questi ultimi 10 mesi di mandato".

Quattro anni fa il primo dei non eletti di "Mondovì in Movimento" fu Marco Fulcheri, che pertanto potrebbe/dovrebbe prendere il suo posto in Consiglio comunale. Prima di pensare al futuro, però, è giusto dare spazio alle reazioni che hanno accompagnato la notizia delle dimissioni di Magnino. Le riportiamo di seguito.

Ignazio Aimo (presidente del Consiglio comunale): "Sono dispiaciuto. Sono qui dal 1975, ho lavorato con tuo papà e ho avuto il piacere e il dispiacere di commemorarlo. Ho sempre conservato stima e ammirazione per tutto quello che hai fatto per questa città e sono convinto che le persone con cui hai collaborato ti sono riconoscenti per il tuo operato. Tu hai virtù e capacità spirituali che ti aiuteranno a superare questo momento. Ricordati che ciò che conta davvero è l'apprezzamento dei tuoi cittadini".

Giuseppe Aimo ("Mondovì Oltre"): "Noi di "Mondovì Oltre" non intendiamo entrare nel merito delle considerazioni da te fatte per giungere a questa decisione, ma desideriamo estenderti il nostro augurio per la tua carriera lavorativa e dirti che non è mai venuta meno la stima nei tuoi confronti, soprattutto da un punto di vista umano".

Stefano Viglione (sindaco di Mondovì): "Personalmente non mi sarei soffermato ad esprimere il giudizio sull'operato altrui, ma ognuno ha il suo modo di dimettersi. Detto questo, ti devo veramente ringraziare per la tua opera intensa e disinteressata. Il dibattito in quest'aula consiliare perderà una voce autorevole, sarà una carenza che tutti noi avvertiremo. Fossi in te non chiuderei definitivamente le porte alla politica: il mio augurio è che tu non abbandoni del tutto la tua passione verso la cosa pubblica e che in futuro possa tornare ad occupartene".

Mario Bovetti (candidato sindaco nel 2012 e consigliere d'opposizione): "Paolo, voglio ringraziarti pubblicamente perché quattro anni fa, quando mi sono affacciato a questa realtà, mi sono presentato a te come avversario, ma tu sei stato il primo a credere che si potesse costruire qualcosa di buono insieme. Ti ho sempre guardato come un modello, perché avevi e conservi ancora la capacità di leggere al volo le situazioni. Sei stato una guida per me e auspico che il tuo addio non sia definitivo. Spero di poter lavorare ancora con te per il futuro di questa città".

Luciano D'Agostino (vicesindaco di Mondovì): "Con Paolo abbiamo iniziato il nostro percorso politico su banchi opposti, nel lontano 2002. Mi spiace molto, questo Consiglio comunale perde davvero un "top player", che in questi anni ha operato sempre con grande passione e che in ogni suo intervento mi ha stimolato a fare meglio. Lo ringrazio infinitamente, anche a nome dei cittadini monregalesi".

Enrico Priale ("Mondovì Attiva"): "A nome di "Mondovì Attiva" voglio salutare il consigliere Magnino, che ha sempre portato avanti le sue idee con coerenza".

Ezio Tino ("Primavera di Mondovì"): "Da consigliere mi sento molto vicino a te in questo momento delicato. Hai sempre ostentato una spiccata onestà intellettuale e questo ti va riconosciuto".

Ciro Gola ("Mondovì Oltre"): "Quest'aula perde il suo miglior consigliere comunale dell'attuale amministrazione".

Alessandro Nidi

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