Politica - 17 luglio 2016, 18:13

Palazzo Garrone di Bra: una visione politica chiara

Riceviamo dal Movimento 5 Stelle e pubblichiamo

Immagine di repertorio

La questione della destinazione d’uso di Palazzo Garrone è di visione politica. Il Sindaco afferma che la nostra è una visione statalista, scoprendo la propria mentalità politica, o meglio antipolitica, tipica degli illustri statisti locali e nazionali, ovvero si va dove tira il vento delle moda ideologica, che nel suo caso va dall’unità proletaria all’assoluta esigenza dell’intervento dei privati e tutto il resto è vergognosamente statalista.

Noi siamo un poco più pragmatici. Pensiamo infatti che il patrimonio pubblico mantenuto fino a oggi con soldi pubblici debba essere pensato innanzitutto per il servizio al pubblico. Una parte già consistente dell’immobile è utilizzato a questo scopo, non capiamo perché non si possa completarne lo sfruttamento eliminando del tutto i fitti passivi. Gli spazi museali nel centro storico sono estremamente limitati, la Zizzola non è accessibile per gran parte dell’anno, alcuni uffici sono non propriamente accessibili. Il pensare che la fruibilità di uno spazio pubblico sia maggiore nel metterci un caffè piuttosto che servizi al pubblico, è poi in-commentabile e offensiva per l’intelligenza altrui.

È inoltre ridicolmente falso affermare che la concessione dello spazio dell’ala Garibaldi non sia un precedente negativo: come giudicare infatti una concessione che, partita nel 2008, a oggi ha visto tre passaggi societari e morosità nei pagamenti, per cui nel 2015 la Giunta ha dovuto modificare almeno in due occasioni la convenzione. Immaginiamoci questi possibili problemi sulla scala ben più grande di Palazzo Garrone.

Le fidejussioni poi in questo caso, possono coprire eventuali canoni non corrisposti, ma come potrebbero tutelare il nostro Comune nel caso in cui a trasformazione dell’immobile avvenuta, il progetto si rivelasse fallimentare? Nel caso di intervento del privato infatti, il rischio di impresa sarebbe inopinatamente condiviso dal nostro ente, perché l’immobile è di sua proprietà e pagherebbe comunque un’errata progettualità da parte del privato.

Se mai ci fosse bisogno di un’attività ricettiva in Bra, ancorché prestigiosa, sicuramente lo spazio lasciato dal vecchio ospedale sarebbe ottimale anche per posizione logistica; in questo caso l’imprenditore privato farebbe veramente il proprio mestiere. Non faccia finta il Sindaco di non sapere come sia il Comune a dover intervenire su quest’area definendone la destinazione urbanistica, come lei stessa ha promosso nel 2002 come Vice Sindaco e poi più recentemente, vantandosi più volte di aver fatto la propria parte affinché l’alienazione da parte dell’ASL fosse attuabile.

Non capiamo quindi perché ora si definisca come peregrina l’idea di un utilizzo ricettivo, molto vicino a quanto poi da lei stessa promosso, tanto più che l’area sarà a brevissimo a disposizione dei privati, data l’orami imminente disponibilità del nuovo ospedale.