Attualità - 17 agosto 2016, 18:27

Cuneo, proteste per la movida in piazza Europa, il titolare del Relais Cuba: "Sono disponibile a collaborare con il quartiere"

Una lettera da parte di una residente della zona evidenzia una situazione di esasperazione, di cui Alberto Mantelli è consapevole ma, dice: "non posso essere responsabile del comportamento dei miei clienti quando escono dal locale"

Nei giorni scorsi è arrivata in redazione la lettera di una signora che vive in via XX Settembre a Cuneo. Le sue parole lasciano trasparire l'esasperazione, condivisa da molti residenti della zona, in particolare di piazza Europa, per il comportamento di chi frequenta, fino alle prime luci dell'alba, uno dei locali più noti della città, il Relais Cuba. 

Ci scrive: "Mentre il quartiere di via Roma si è trasformato con la pedonalizzazione in posto tranquillo e super controllato, dove trascorrere serenamente le giornate e le nottate, la zona di piazza Europa si è trasformata in un incubo per gli abitanti del quartiere. I balordi di Cuneo, extracomunitari e non, si sono riversati nell’ex salotto della città e, complice il protrarsi dell’apertura del noto bar della galleria per tutta la notte, è diventato il punto di raccolta di quelle persone che al mattino non vanno a lavorare, ma possono permettersi di dormire sonni tranquilli, cosa che non possono fare i residenti. Sabato scorso si è forse toccato il fondo: oltre ai soliti schiamazzi e risse si è arrivati alle corse automobilistiche e gare di derapate, culminate con un incidente che ha causato danni ad un veicolo di un ignaro cittadino.

La polizia allertata si è subito presentata e non ha potuto far altro che constatare quanto accaduto, ma fino a quando si potrà andare avanti così senza un intervento della pubblica amministrazione che prenda provvedimenti per evitare che questi raduni si protraggano per tutta la notte?". 

La signora, raggiunta al telefono, ha voluto evidenziare come non sia contro la movida: "Anch'io sono uscita e mi sono divertita. Ho una figlia di 21 anni, per cui mi piace che ci siano locali aperti e giovani in giro. Ma questo è troppo", ci dice.

Dall'altro lato c'è il punto di vista del titolare del Cuba, Alberto Mantelli, che ammette che spesso la situazione sia andata oltre il limite, ma non accetta di esserne ritenuto responsabile. Sull'episodio di sabato scorso commenta: "E' tutto vero. Abbiamo chiamato le forze dell'ordine, il responsabile è stato identificato e sanzionato anche con il ritiro della patente". 

Il Cuba è un locale aperto tutto il giorno, dalle 7 fino all'1.30 e in certe sere fino alle 4.30. Di giorno nessun problema, anzi. E' sulle ore notturne che i residenti della zona hanno molto da ridire.

Una volta fuori dal locale i clienti chiacchierano, a volte urlano, spesso si lasciano andare a comportamenti maleducati e di disturbo. Di questo Mantelli è consapevole. "Ho fatto tutto quello che potevo per arginare la situazione. Da oltre un mese mi avvalgo della sicurezza privata, che controlli che nessuno esca dal locale con bicchieri di vetro o bottiglieo che tenga a bada chi alza la voce. Qualcuno viene accompagnato alla macchina. Il locale è stato perfettamente insonorizzato, ho tutte le licenze in regola. Ho fatto un investimento importante, ma devo poter lavorare. E' la solita questione della movida, non solo a Cuneo, ma dappertutto: l'inciviltò delle persone. Io non voglio creare disagi, il mio locale è sempre stato molto apprezzato, ma ho diritto di lavorare e non è giusto che io debba pagare per la maleducazione delle persone. E' chiaro che, nel silenzio della zona, dove viene anche spenta la fontana, una macchina che sgomma fa rumore e crea disturbo, ma qual è l'ora giusta per chiudere? Chiedo più pattugliamenti da parte delle forze dell'ordine: forse, a fronte di multe per danneggiamenti o schiamazzi, le persone sarebbero indotte a comportamenti più civili. Sono disponibile ad un progetto condiviso con i residenti della zona, perché amo il mio lavoro e voglio farlo nel migliore dei modi"

Lo stesso Mantelli ha segnalato il comportamento di alcuni suoi clienti alle forze dell'ordine. Conclude: "Da un lato voglio lavorare, dall'altro mi scuso per la clientela, di cui però non sono responsabile. Chiedo scusa al vicinato, con cui sono pronto a collaborare".

 

bsimonelli