Attualità - 04 settembre 2016, 11:37

Fossano: una nuova vita per la fontana Palocca, gioiello del ‘700 sepolto sotto i rovi

Presa in carico dal FAI nei mesi scorsi, è stata liberata dai rovi da Protezione Civile, ANA, Pro Loco e richiedenti asilo

Ci sono volute due giornate di intenso lavoro da parte dei volontari della protezione civile, della Pro Loco e dell’ANA di Fossano, appoggiati dai richiedenti asilo ghanesi che risiedono in frazione Boschetti, per iniziare a liberare dai rovi la fontana Palocca, piccolo gioiello che giaceva da anni sepolto sotto le sterpaglie.

La fontana Palocca è stata per secoli un luogo di ritrovo rinomato tra i fossanesi, a tal punto che se ne trovano tracce nelle poesie dell’accademia Arcadia a fine 1700. Ancora negli anni ’60 in molti vi si recavano per trascorre del tempo all’aria aperta.

Complice l’incuria e, forse, anche il disamore dei fossanesi per la città è stata sopraffatta dalla vegetazione che l’ha completamente nascosta alla vista. Nel 2012 era stato fatto un tentativo di ripristino nel contesto delle giornate del FAI, alle quali però non si era dato seguito con opere di ordinaria manutenzione.

Recentemente è stata presa in carico dal FAI di Fossano, rappresentato da Gianpiero Dadone che ha proposto al comune di individuare delle misure per riportare la fontana agli antichi splendori. “Il comune ha accettato di collaborare con il FAI in questa iniziativa – ha spiegato Dadone – l’obiettivo è quello di collaborare con le realtà del territorio per restituire alla città un angolo piacevole. Ora non c’è l’acqua, ma vedremo di valutare la possibilità di ripristinarla. Con una manutenzione ordinaria e l’installazione di alcune panchine potrebbe tornare ad essere fruibile dai cittadini”.

L’area della fontana Palocca è stata anche oggetto di una delibera dell’ultima seduta della giunta comunale, martedì 30 agosto. Proprio quell’area è oggetto di un impegno del comune a sostegno della realizzazione di un “giardino dei giusti”, iniziativa che, se troverà i giusti canali di sostegno, potrebbe dare maggiore valore, ambientale ed etico alla zona.

Agata Pagani