L'influenza intestinale che ha ferocemente colpito centinaia di cittadini di Cuneo e comuni limitrofi, già nelle scorse settimane aveva scatenato la psicosi sull'acqua di casa. Arriverà dai nostri rubinetti questa infezione inarrestabile?
Lo scorso 2 settembre, l'ordinanza emanata a Peveragno che ordinava ai cittadini di consumare l'acqua domestica solo dopo averla bollita, ha scatenato nuovamente i dubbi sulla qualità dell'acqua del capoluogo e dintorni. Livio Quaranta, presidente dell'ACDA, (Azienda cuneese dell'Acqua che gestisce ben 87 comuni) interviene per tranquillizzare gli animi: "Non c'è alcuna anomalia a Cuneo, l'acqua è sicura al 100%". E aggiunge: "Provenendo da una sola fonte, l'acqua di Cuneo è facilmente controllabile, quindi posso dirlo davvero senza timori".
Poi spiega: "Nelle ultime settimane abbiamo eseguito oltre 150 controlli a tappeto e noi stessi siamo stati i primi ad allarmarci per questa epidemia di influenza intestinale. Siamo stati e siamo tutt'ora in costante contatto con gli uffici dell'Asl preposti. Di tutti i test effettuati, è stata rilevata qualche impurità batterica nell'acqua della fontana della piazza del Municipio di Peveragno. Per precauzione è stata emanata l'ordinanza. Abbiamo fatto gli interventi di pulizia necessari e adesso stiamo attendendo il parere dell'Asl per la revoca. Un'altra anomalia era stata riscontrata nei giorni scorsi in una sola strada di Borgo San Dalmazzo, e anche lì è scattata l'ordinanza, ma solo, appunto, per quella strada", spiega Quaranta.
Quaranta invita gli abitanti del capoluogo e non solo a bere "l'acqua del sindaco" senza timore: "L'acqua che scorre in alta montagna è molto meno sicura dell'acqua che esce dai nostri rubinetti. Probabilmente è più buona, perché è fresca e senza cloro, ma a livello di cariche batteriche non c'è paragone con quella di casa. Certo, a volte vengono segnalati dei residui di polvere o un colore di ruggine, ma il problema è delle tubatute, non dell'acqua, che è controllata costantemente".