Che non sia recente lo si vede da lontano. Quattro grandi macchie scure, ed altrettante più contenute ma ugualmente nate dal deterioramento del metallo ferroso.
Macchie simili a nubi cariche di una pioggia rossastra che, visibilmente, cade giù e, beffarda, tenta di cancellare (senza riuscirvi del tutto) tre righe scritte con caratteri d'un amanuense non troppo storicizzato. Pure l'ultima riga , quella relativa alle sanzioni, riceve (sulla sinistra di chi guarda) una buona dose di degrado blandamente rossastro.
Imperituro, senza nome ma indicante una carica Alta, quasi preservato dalla corruzione che il tempo porta con sé, l'angolo in basso a destra è riservato all'Autorità.
Comunicato per tutte le stagioni e per tutte le soluzioni politiche, resiste all' avvicendarsi delle amministrazioni e conferisce un tocco di storicità. Non foss'altro che per quella robusta cornice capace di sapientemente adornare: solennemente, ma con poche e ben strutturate pieghe del materiale.