Politica - 10 settembre 2016, 18:15

Graziano Lingua (Pd): “Siamo disponibili, non protervi”

Il segretario della sezione cuneese del Partito Democratico replica alle critiche di Boselli e del LabDem: “Sarà pur vero che il Pd non conta migliaia di tesserati, ma quanti iscritti ha quel circolo e chi sono coloro che ne fanno parte?”.

Graziano Lingua

Graziano Lingua, segretario cuneese del Partito Democratico, non ci sta a passare come quello che guida una conventicola che, nel chiuso di segrete stanze, assume decisioni a dispetto del ben più vasto mondo che si riconosce nei valori del centrosinistra.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per capire come realmente stanno le cose e come procede il confronto.

Boselli e il Laboratorio Democratico non perdono occasione per rinfacciarle che le decisioni del circolo Pd di Cuneo sono assunte da pochissimi soggetti. Come mai?

“Quando si guida l’assemblea di una qualsiasi associazione si deve tener conto del parere di chi ne fa parte. Mi sembra una regola democratica basilare. Le decisioni del circolo cittadino del Pd sono sempre state assunte all’unanimità, senza che nessuno manifestasse dissenso di sorta. Riflettere sul numero dei tesserati ci costringerebbe a ragionare sulla crisi dei partiti e il discorso diventerebbe lungo e complesso”.

Trova dunque ingiuste le critiche che arrivano dal LabDem?

“Mi chiedo: perché gli aderenti a quel circolo anziché essere prodighi di comunicati e così tempestivi nella comunicazione non intervengono mai in assemblea? Se poi mi è concessa una battuta, osservo che sarà pur vero che i tesserati al Pd non sono migliaia, ma chiedo a Boselli: quanti sono gli iscritti al Laboratorio e chi sono?”.

Credo che la questione sia sorta nel momento in cui il Pd, unilateralmente, ha deciso di calare la carta Manassero. Non pensa?

“Avevamo la responsabilità politica di offrire un contributo che non fosse solo di idee. Per questo abbiamo manifestato pubblicamente la disponibilità a sostenere la candidatura a sindaco della senatrice. Un passo concreto che non va interpretato come atto di protervia e meno che mai alla stregua di un “prendere o lasciare”.

Se ben intendo, sul tavolo c’è il nome di Patrizia Manassero, ma potrebbero aggiungersene altri?

“Mi pare logico che sia così. Spetterà al coordinamento del centrosinistra dare risposte al momento opportuno e valutare quale candidato abbia i requisiti che meglio rispondono sia in termini di competenza soggettiva che di gradimento nei confronti dell’elettorato”.

Siamo dunque soltanto – come si direbbe in gergo giuridico – alle “schermaglie procedurali”?

“Se vuole metterla così… Diciamo che noi abbiamo convintamente manifestato le nostre intenzioni, ma con altrettanta chiarezza abbiamo detto di essere pienamente disponibili al confronto. Il tempo che ci separa dal voto amministrativo è ancora lungo. Ci auguriamo porti consiglio a tutti”.

Giampaolo Testa