Curiosità - 18 settembre 2016, 15:30

Da cattedrali del divertimento a ecomostri: anche il Divina, l'Egyptia e il Cesar Palace tra le discoteche abbandonate d'Italia

Una blogger ha effettuato un reportage fotografico delle strutture dimenticate, Mecca di provincia del week-end negli anni '80 e '90: regione capofila il Veneto

Si sente sempre più spesso, anche dagli "addetti ai lavori", che il periodo delle discoteche di provincia stia sempre più rapidamente volgendo al termine.

Certo, i locali di questo tipo che ancora sopravvivono continuano a far registrare, in numero, presenze importanti quasi ogni week-end ma, e questo qualunque lettore abbia almeno due decine di anni in più rispetto ai giovanissimi frequentatori odierni può confermarlo, non c'è proprio paragone con il più o meno recente passato.

E quelle che, invece, hanno visto spegnersi le luci definitivamente? Sono passate da essere vere e proprie cattedrali del divertimento anni '80 e '90, a ecomostri abbandonati e sostanzialmente inutilizzati.

Il blog "Memories on a dance floor", gestito dalla fotografa Jessica DeRos, ha effettuato tempo fa un viaggio attraverso le strutture dimenticate d'Italia. Praticamente tutte le discoteche presenti nello studio "appartengono" alle regioni del Nord-Est, Veneto sopra tutte con ben nove strutture: una sola per Lombardia ed Emilia Romagna, e quattro per il Piemonte.

La maggior parte di esse, tre, si trovano nella nostra provincia Granda: primo esempio, in assoluto, è il Cesar Palace di Magliano Alpi.

L' Egypta di Borgo San Dalmazzo, ex-Flash Back, è opera dell'architetto Gianni Arnaudo, e secondo il sindaco Giampaolo Beretta si trova "chiusa, completamente in disuso: addirittura, il parcheggio di fronte è stato occupato da un supermercato. In comune non è ancora arrivato alcun progetto di riqualificazione o ricostruzione."

La terza struttura è il Divina di Caraglio, ex-Galaxy Pagoda, costruita nel 1985 dai genitori di David Tomatis, che recentemente (a inizio settembre 2016) ha riaperto la struttura della primissima Pagoda facendone un ristorante: "I miei genitori hanno aperto la struttura che ora sto gestendo io negli anni '70, quindi hanno acquistato la licenza per la discoteca Divina. E' triste avere a pochi metri di distanza un luogo lasciato completamente allo sbando, anche se recentemente l'area è stata ripulita e messa un po' più in sicurezza: è uno scempio dal punto di vista estetico."

E non solo, forse anche dal punto di vista della memoria: memoria di un modo di divertirsi che, nel bene e nel male, con quelli di oggi non ha proprio più nulla a che fare.

s.g.