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Attualità | 22 settembre 2016, 16:02

Agricoltura, moria di kiwi nel saluzzese: Franco Graglia chiede un sopralluogo dell'assessore Ferrero

Già gravi i danni nelle zone di Scarnafigi, Revello, Manta, Lagnasco, Barge e Cavour: "La Regione è pronta a concedere contributi?"

Foto generica

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"In questi giorni sono stato contattato, insieme con il Coordinatore cittadino di Forza Italia Fulvio Bacchiorini e il consigliere comunale Dario Miretti da un gran numero di frutticoltori saluzzesi che mi hanno domandato di sottoporre al Consiglio regionale il problema della moria di kiwi che si sta abbattendo sulle loro colture. Ho presentato una interrogazione in merito per sollecitare la Giunta Chiamparino e ho chiesto un sopralluogo con l'assessore per comprendere fino in fondo la gravità della questione."

Ad annunciarlo il vicecapogruppo degli azzurri a Palazzo Lascaris Franco Graglia.

Spiega il consigliere: "La moria dei kiwi sta facendo danni importanti nel Saluzzese vista anche la centralità di questo tipo di coltivazioni sull'economia locale. In particolare ci sono giunte segnalazioni da Saluzzo, Scarnafigi, Revello, Manta, Lagnasco, Barge, Cavour, Fossano. Sembra che il Creso si sia espresso in questo modo: marciume radicale. Cita anche l'asfissia. La pianta vs in stress, la linfa non scorre più, si continua a bagnare e la pianta marcisca. Potrebbe essere una nuova malattia? La causa potrebbe essere il cambiamento climatico o una conseguenza della batteriosi primaverile che scoppia in estate? Vengono colpite sia le piante vecchie che giovani. Insomma siamo nel campo delle pure ipotesi che necessitano invece di interventi accompagnati e sostenuti dalla Regione per evitare la propagazione di questa pandemia e per dare gambe a studi che permettano di affrontare l'emergenza dal punto di vista scientifico."

Conclude Graglia: "Risulterebbe esserci già stato un primo contatto tra le associazioni di categoria e la regione, ma nulla trapela. Sembrerebbe che il Creso abbia fatto ricerche sulle radici delle piante, ma senza risultati. Sarebbe quindi necessario fae studi sul terreno, sul clima. Certamente una soluzione potrebbe essere quella di estirpare le piante e piantare al loro  posto una diversa pianta di frutta. Alcuni dicono che nel Veronese, dove si stanno verificando casi analoghi, siano già stati estirpati 2.500 ettari di frutteto. Ciò però produce dei danni ingenti. La Regione è pronta a concedere contributi ai frutticoltori? Il Veneto ad esempio concede contributi sul Psr quindi si potrebbe percorrere questa strada, ma c'è la volontà politica per farlo? Confido che l'interrogazione presentata possa chiarire la posizione della Giunta di Chiamparino sull'argomento."

c.s.

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