/ Saluzzese

Saluzzese | 26 settembre 2016, 16:48

Saluzzo: sull’ospedale è “impossibile ragionare singolarmente, bisogna aprirsi all’integrazione con Savigliano”

In conferenza stampa il direttore generale della "Cn1" Magni: “un presidio sempre più integrato, a breve porteremo a termine interventi di potenziamento”

Le immagini della conferenza stampa di questa mattina

Le immagini della conferenza stampa di questa mattina

L’ospedale di Saluzzo non morirà. Né tantomeno la sua si può chiamare “lenta agonia”.

Potrebbe essere questo il sunto estremo della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sala archivio del nosocomio saluzzese.

Al tavolo dei relatori, il direttore generale dell’Asl Cn1, Francesco Magni, il dottor Pietro Coppola, direttore dell’urologia di Savigliano, il dottor Marco Formica, responsabile del servizio emodialisi ed il dottor Franco Bertolino, primario del reparto di chirurgia di Savigliano.

Il leitmotif di tutta la conferenza è stata, ancora una volta, l’integrazione tra gli ospedali di Saluzzo e di Savigliano. Un concetto che verrà ribadito più volte: per l’Asl Cn1 infatti non è più possibile ragionare in termini di ospedali singoli, ma bisogna porsi in un’ottica di integrazione tra presidi ospedalieri. Così come è richiesto per Saluzzo e Savigliano.

Nessun rischio chiusura per la chirurgia, almeno stando alle parole di Magni, che ha ringraziato il dottor Pietro Revetria, direttore della chirurgia generale di Saluzzo in pensione dal prossimo 1 ottobre. “Grazie a lui – ha detto il direttore generale – è stato messo in piedi un sistema integrato molto bello, un tutt’uno tra Saluzzo e Savigliano che chiedo al dottor Bertolino di mantenere in futuro, anzi se possibile di potenziare”.

Illustrati alla stampa ed alle autorità poi anche alcuni interventi di potenziamento che riguarderanno l’ospedale di Saluzzo ed il territorio limitrofo come – ad esempio – quello sugli interventi di endoscopia, dove sono previsti investimenti migliorativi o l’apertura di un ambulatorio di urologia che ospiterà sedute mensili di chirurgia andrologica.

In un’ottica territoriale, invece, verrà avviata l’attività di dialisi a domicilio o in struttura, in grado di venire incontro a pazienti giovani (che potranno gestirsi le sedute dialitiche grazie all’elasticità oraria) o a quelle persone anziane, con difficoltà di deambulazione, che eviterebbero di recarsi in ospedale tre volte a settimana.

Anche le autorità del territorio si sono interposte a margine dei vari interventi.

Prima il sindaco Mauro Calderoni (presente insieme all’assessore alla salute Attilia Gullino), che ha chiesto alla dirigenza Asl di avere maggiore chiarezza nei confronti dei cittadini. “Apprendiamo – ha detto Calderoni – che ci sarà un cambiamento nel sistema delle attività. Spiegatecelo meglio, così che ciò che può esser visto come un disservizio possa essere spiegato in maniera chiara. Dobbiamo dare delle informazioni all’utenza: assumiamoci questo compito educativo”.

Poi, il consigliere regionale Paolo Allemano. Critico il suo intervento, specialmente nei confronti della stampa locale.

La prima “stoccata” Allemano l’ha riservata al sistema di emergenza territoriale 118: “ho avuto diversi incontri con i referenti del 118 – ha detto il consigliere – ma non ho mai avuto risposte efficaci. Non si può ragionare seguendo i protocolli, ma bisogna pensare seguendo l’interesse dell’utenza. È inaccettabile che una lipotimia (uno svenimento: ndr) che si verifica di fronte al pronto soccorso di Saluzzo non transiti da noi perché l’ambulanza la trasporta a Savigliano, solo perché qui non vi è un neurologo. I protocolli dicono anche tante fesserie”.

Poi, si è rivolto alla stampa: “continuare a far leva sulla gente usando l’immagine di come l’ospedale un tempo e usando slogan come ‘Non toccateci l’ospedale’ non porta da nessuna parte. E la stampa è colpevole quando fa leva su questo, perché insistere su un aspetto del genere è pericoloso. Concordo che molte cose fatte possono sembrare dei contentini dati al nostro ospedale, ma ricordiamoci che parliamo di Saluzzo con Savigliano, non solo di Saluzzo. Bisogna far vivere questi ospedali in un’ottica di integrazione e mi rifiuto di sostenere che il nostro ospedale sia alla fine”.

Forse, se le cose stanno veramente così, è il caso ora di spiegarlo anche alla popolazione.

 

Nicolò Bertola

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium