Quando si parla di sanità, e quindi di ospedale cittadino, a Saluzzo non ci sono maggioranze o minoranze che tengano.
La conferma giunge direttamente dal Consiglio comunale che, riunitosi ieri sera (giovedì), ha approvato un ordine del giorno bipartisan ad hoc sul presidio ospedaliero di via Spielberg.
In buona sostanza il documento, discusso e condiviso in un’apposita conferenza dei capigruppo allargata anche a tutti i consiglieri comunali, mira alla salvaguardia di ciò che ancora rimane dell’ospedale cittadino.
All’Asl è infatti richiesto di rafforzare le strutture esistenti, come la chirurgia, l’ortopedia o la ventiloterapia, di “attuare compiutamente l’integrazione tra gli ospedali di Saluzzo e Savigliano” ma soprattutto, come ha detto il sindaco Mauro Calderoni, di “fare chiarezza sul futuro del presidio di Saluzzo, anzi delle comunità del Monviso e del saluzzese”.
“Noi crediamo – ha poi aggiunto il primo cittadino - che l’integrazione sia la strada per mettere in sicurezza i servizi sul territorio, ma al tempo stesso chiediamo anche chiarezza sul futuro, che sinora non c’è stata. La struttura va in crisi in caso di mutue o ferie, per carenza di personale, a discapito degli interventi programmati. L’ho detto più volte pacatamente, ma è sempre rimasto all’interno dello scambio tra Amministrazione e direttore generale.
Con il pensionamento del dottor Revetria e la soppressione di primariato di chirurgia, noi tutti dobbiamo prendere una posizione pubblica: non ostile, ma forte e ferma, per avere chiarezza sulle intenzioni dell’Asl Cn1 sul nostro territorio. Mi sono sempre comportato con correttezza con la direzione generale, ma dato che poi l’incertezza fra la gente può venire strumentalizzata, è ora che usciamo dalla cordialità ed entriamo nella formalità”.
Ampio, com’era ipotizzabile il dibattito sulla questione.
L’opposizione ha concordato sin da subito con il sindaco sulla necessità di varare un documento che chieda chiarezza alla Cn1. Senza, però, mettere l’accento su un paio di punti.
Prima con le parole del capogruppo di minoranza Carlo Savio: “Speriamo di non arrivare tardi: per anni, infatti, anche prima di questa legislatura, Stefano Quaglia aveva sollevato preoccupazioni sull’ospedale. E noi, all’inizio del nostro mandato, abbiamo richiesto, tra i primi atti ispettivi, l’istituzione di una commissione speciale. Non eravamo veggenti, ma avevamo preoccupazioni che il sindaco e la maggioranza paventano adesso. Le stesse che hanno da tempo i saluzzesi”.
Poi con l’appassionato excursus dello stesso Quaglia, che non ha lesinato un velato, ma chiaro, attacco politico a Paolo Allemano, che non più tardi di lunedì scorso, in sede di conferenza stampa Asl, ha voluto intravedere ancora una volta nella stampa locale la causa di tutti i mali della sanità saluzzese.
“Qui c’è qualcuno – dirà Quaglia - che non ha mai creduto nell’integrazione tra i presidi. Parliamoci chiaro: il piano di riorganizzazione sanitaria stato approvato nel maggio 2012, e già abbozzato nel 2010. Non ci abbiamo creduto sino in fondo, tutti assieme, altrimenti non saremmo arrivati ora a dover unanimemente approvare un ordine del giorno concordato per chiedere ciò che ci spetta.
Da tempo mi chiedo che cosa pensa la Regione di questo comparto sanitario e come si vuole evolvere. Perché Saluzzo e Savigliano non possono lavorare in un’unica struttura?
C’è stata sottovalutazione, facciamocene ragione. Si è puntato molto il dito contro la stampa: dire però che giornali fanno disinformazione è ingiusto, anche perché dall’altra parte c’è chi ha voluto far sempre credere che nulla sarebbe cambiato.
Mi sono scontrato molto su questo punto, e mi sono sentito solo, ad eccezione del vicesindaco Demaria e del capogruppo Battisti: ho parlato anche con te sindaco, ma non siamo mai giunti ad una conclusione. Non è detto che prima della fine del mandato la Regione non metta mano al piano sanitario: abbiamo chi ci rappresenta (Allemano: ndr). Questo atto sia un punto di partenza”.
Ancora il sindaco, in chiusura, ha ribadito come “abbiamo fatto tutti un passo indietro: è stata la scelta migliore. Non c’è allarmismo per la situazione attuale, ma non possiamo apprendere del piano sviluppo solo quando l’Asl ci convoca per la conferenza stampa. Ci dica tempi, metodi e risorse. Non possiamo chiedere alla stampa di comunicare diversamente, ma all’Asl di farlo più efficacemente. Bisogna interloquire con la popolazione ad un livello adeguato: è cambiato il mondo della sanità”.
Soddisfazione per la condivisione e la collaborazione tra le parti è stata manifestata, oltre che dall’opposizione, anche dal vicesindaco Franco Demaria e dal capogruppo di maggioranza Paolo Battisti.
“Appena aprirà Verduno, gli ospedali di Savigliano e Saluzzo rischiano di essere spettatori inermi di una sanità che ci viene portata via” dirà ancora il consigliere d’opposizione Domenico Andreis.