Lo shock del 4 dicembre è stato terribile e sta avendo effetti inimmaginabili fino al 3. Ma quali potrebbero essere le ripercussioni sulla politica locale e in modo particolare cittadina? Dove eravamo rimasti?
All'apertura al PD, fatta dal Sindaco Borgna e dalle forze che lo hanno ricandidato alla guida della città, con l'intenzione di averlo nella loro coalizione elettorale. In quel momento il PD era convinto di una vittoria schiacciante del SI. Quindi, di poter tesorizzare una immagine nazionale di grande forza e di poterla trasferire anche su Cuneo (dove è debole e in difficoltà). Fiducioso, prese tempo. Non si capì più, esattamente, se la disponibilità della sua senatrice a candidarsi ci fosse ancora. Si capì che quella candidatura sarebbe diventata certezza ma solo a missione vittoria Renziana su referendum compiuta.
Ed oggi? Il tempo vola e mancano ormai una manciata di mesi alle elezioni comunali e il PD cuneese sembra stare in posizione piuttosto scomoda, in mezzo al guado. Il tutto, appesantito e non certo alleggerito dalla difficile situazione nazionale del partito. Secondo voci di queste ultime ore non ci sarebbe più una attesa così grande per quanto deciderà di fare il PD. A questo punto, secondo alcuni, si dice, faccia un po' cosa vuole. Era anche circolata l'ipotesi di un cambio di segretario (l'ennesimo) ma pare che oggi, chi doveva dare il cambio a Lingua (stanco e logorato dalla situazione), non sia più così entusiasta di farlo. Cosa farà il partito democratico cuneese? Starà ad aspettare l'arrivo dei tartari? Oppure ci stupirà presto con una inedita capacità di iniziativa locale? Aspettiamo.