A Savigliano sono stati ultimati i lavori di restauro di Palazzo Muratori Cravetta, esempio unico di manierismo in Piemonte. L'edificio verrà presentato al pubblico sabato 17 dicembre. Per l'occasione e per dare nuova vita allo spazio architettonico, s’inaugurerà la mostra monografica del pittore saluzzese Piero Bolla, rappresentante a pieno titolo della cultura locale, ma anche riconosciuto a livello internazionale quale uno dei fondatori della “transavanguardia”.
I lavori realizzati hanno permesso il restauro della facciate esterne dell’intera fabbrica e il recupero di tutto l'edificio per trasformalo in spazi museali espositivi e di rappresentanza.
L’intervento è costato circa 3.100.00 euro ed è stato possibile grazie all’intervento finanziario di più enti, quali il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Piemonte, la Comunità Europea oltre a fondi propri del Comune di Savigliano.
Da oltre un decennio qui l’amministrazione comunale ha avviato e messo a punto, una politica di interventi di restauro, recupero e valorizzazione di alcune eccellenze del patrimonio storico-architettonico e culturale della città, allo scopo di avviare un significativo intervento culturale ed economico su cui fondare una parte rilevante della politica di sviluppo locale, cercando di fare sistema con altre realtà territoriali.
È all’interno di questa filosofia che si colloca il recupero e restauro di Palazzo Muratori Cravetta con l’ambizione, per le sue caratteristiche (oltre alla parte di museo di se stesso, sala nella quale nel 1630 è morto il Duca Carlo Emanuele I), di voler rafforzare la conoscenza da parte delle comunità locali e a conquistare l’attenzione di un pubblico extra-territoriale che può essere attratto dal significativo patrimonio di eccellenze culturali che potranno essere esposte di volta in volta negli spazi museali.
Il palazzo è risultato di diverse aggregazioni realizzate dalla famiglia Cravetta all’inizio del Seicento, è organizzato in tre nuclei distinti: il palazzo antico affacciato sulla via Jerusalem, la manica ortogonale nord-sud e la galleria costruita sempre sulla via Jerusalem. Le tre fabbriche aggregate, definite nell’attuale conformazione dalla riplasmazione manieristica di inizio Seicento, concretizzano sulle fronti principali la sperimentazione di nuove forme di linguaggio figurativo che, al di là della rappresentazione simbolica, avevano anche, come obbiettivo, quello dell’integrazione e della dilatazione dello spazio architettonico.
Le facciate del palazzo Muratori-Cravetta riassumono in sé quei valori architettonici, plastici e pittorici che sostanziano l’immagine iconografica del complesso, attraverso la scelta del linguaggio figurativo dell’architettura picta che qui assume valore di “arte muraria simulata”.
I proprietari decisero di conferire al palazzo un preciso valore di immagine, un segnale grandioso, organico ed unitario in grado di risaltare nel contesto urbano circostante e colpire l’occhio con una moltitudine di sfumature e colori che connotassero all’esterno la “pelle” dell’architettura.