Politica - 30 dicembre 2016, 14:35

Elezioni comunali a Cuneo: "Se si deve vincere perdendo onore e faccia, è molto meglio perdere"

Riceviamo e pubblchiamo

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Gentile Direttore,

uno dei pochi vantaggi, per chi è semplicemente un iscritto o un simpatizzante di un qualsiasi associazione o partito, è quello di non contare nulla e, di conseguenza, non dovere “nulla” a nessuno. Piccolo, ma essenziale, elemento di libertà, che però mi permette di dire che quello che sto leggendo, in questi ultimi giorni, da parte di esponenti del PD cuneese e gli interventi sulle prossime candidature a sindaco è ridicolo e sintomatico di un partito locale con molti galantuomini, pochi pulcini spauriti e tanti tacchini zoppi e anziani.

Molto ci sarebbe da commentare sull’autolesionismo di questo centro sinistra, e la inconsistenza della truppa di destra, ma restando alle candidature molto mi ha dato fastidio, da militante e/o simpatizzante del PD, quello che scrive e combina l’Avvocato Mauro Mantelli.

Mi verrebbe in mente una greve espressione dell’aspirante sindaco di Roma, a proposito dell’esponente della minoranza PD, Speranza, ma credo che la figura del “saggio” Mantelli sia più paragonabile a quella di  Massimo D’Alema, con le dovute lenti di rimpicciolimento! L’arroganza di chi crede di dettare saggezze e invece distribuisce arroganza e piccolezze e  dimentica troppo facilmente i fallimenti passati per ultimo, e spero l’ultima, le manovre sulle nomine alla Fondazione CRC. 

Adesso bisogna restituire il favore all’attuale sindaco, per la disastrosa gestione delle nomine, ed allora, usando il miele intriso di curaro, si paventa una mossa saggia di revisione dei tumultuosi rapporti fra il sindaco Borgna (che non ha mai dato alcun peso, umiliando il PD) e il traballante partito locale.

Bisognerebbe mettere fine a questi atti di “saggezza” e smettere di sentenziare soluzioni e proposte da parte di chi non ne ha mai azzeccata una e che, pur citando i giovani, e più volte, non si sogna nemmeno di fare un passo indietro e non perde occasione per regalare, ai componenti del partito, lampi del suo genio. Prenda atto Mantelli, e qualche suo sodale, che il suo tempo, dopo più di 30 anni di fallimenti, così come quello di altri dinosauri di questo partito, è finito da parecchio e abbiano almeno il buon senso di mettersi da parte prima possibile.

Il PD va ricostruito dalla base e dai giovani, ma giovani veri, non quelli che si limitano a scimmiottare e copiare atteggiamenti e discorsi di questi vecchi tromboni che hanno sbagliato tutto. La gente come me, che ha fatto più di 30/40 anni di militanza politica senza grossi risultati, ed io per primo, dobbiamo veramente aiutare i giovani e non cercare di usarli.

Regalare le nostre fallimentari esperienze per evitare che anche loro le ripetano e assisterli in questo loro giusto e doveroso processo di crescita e di sostituzione. Sulla vicenda candidature sindaco, pur avendo augurato la segnalazione di un/una giovane, dal momento stesso in cui si è discusso, e scelto, quella bella figura di Patrizia Manassero l’assemblea cittadina farebbe una pessima e penosa figura se, dietro invito alla saggezza di Mantelli, manifestasse  indecisione e tentennamenti.

Un’offesa inaccettabile a quella gentil donna di Patrizia, l’ennesima pessima figura dei piccoli politicanti di Cuneo e la dimostrazione ulteriore del camaleontismo dei vecchi, arroganti e mediocri dinosauri che non vogliono saperne di mettersi da parte e di ripensare agli errori fatti e alla loro inconsistenza politica.

 Il nostro segretario cittadino, Graziano Lingua, è un galantuomo e una persona perbene ma non si faccia vincere dalla pressione di qualche politicante per cambiare una decisione che l’Assemblea aveva discusso e approvato ! Vincere cambiando posizione e candidato, pur di sperare in qualche regalia, politica o di nomine di favore a me, piccolo e inutile peones della politica, non interessa.

Nelle competizioni si partecipa per vincere, aldilà dello spirito decubertiniano, ma se si deve vincere perdendo l’onore e la faccia è molto meglio perdere. Si conservano così i valori nobili del centro/sinistra e si può ancora sperare di rinascere e vincere dopo, ma con orgoglio e senza vergogna.

Grazie,

Pino Tinaglia