Sono centinaia gli italiani bloccati da venerdì scorso in Turchia, in Kenia e in altre zone del mondo per la cancellazione di centinaia di voli della Turkish Airlines. Il maltempo e la neve - "la più grande nevicata degli ultimi sette anni" l'ha definita il sindaco della capitale turca - hanno mandato completamente in tilt la programmazione dei voli, creando disagi a catena in mezzo mondo.
Nessuno ne sta parlando, ma ci sono molti italiani bloccati anche in Malesia. Tra loro due giovani della provincia di Cuneo, Elisa e Luca, di Monasterolo Casotto, nel monregalese. Hanno trascorso le festività natalizie in Thailandia, sarebbero dovuti rientrare in Italia sabato, ma, dallo scalo in Malesia, a Kuala Lampur, non sono più ripartiti.
"Abbiamo un'agenzia di viaggi, ci dice Elisa, quindi conosciamo i possibili disagi. Ma questo è un disastro".
"Siamo in un hotel a una ventina di chilometri da Kuala Lumpur da domenica mattina. Stiamo bene, abbiamo il pernottamento e 3 pasti al giorno e ci hanno anche lasciato i bagagli. Ma con noi ci sono anche famiglie con bambini piccoli e persone anziane. Molti sono italiani, di Aosta, di Como e di altre zone, e tanti lunedì sarebbero dovuti rientrare al lavoro. Siamo bloccati qui da sabato pomeriggio senza sapere come tornare a casa. Non ci comunicano nulla, non sanno nulla. Non sappiamo quando la Turkish Airlines ci darà un volo per tornare".
Inoltre, ci spiega ancora Elisa, non è nemmeno possibile approfittare della sosta forzata per visitare la capitale della Malesia: "Non possiamo allontanarci dall'hotel perché continuano a ripetere che potrebbero chiamarci da un momento all'altro. Ma i voli di domani segnati in reception segnano che per Malpensa non c'è nessun italiano in partenza. Chissà quando potremo rientrare: qui a Kuala Lumpur ci sono circa 900 persone che dovevano partire con la Turkish, qualcuno è partito ma la maggior parte è ancora qui divisa in vari hotel. Sull'ultima comunicazione c'è scritto che entro il 15 dovrebbero farci rientrare, al massimo entro il 18. Vorrebbe dire ancora una settimana chiusi qui in questo albergo. La situazione è allucinante, chiediamo che qualcuno dall'Italia si faccia vivo e ci dica qualcosa".
La Farnesina, sul sito, ieri 9 gennaio ha aggiornato la situazione relativa alla Turchia scrivendo: "Forti nevicate stanno interessando Istanbul con conseguenti disagi per il trasporto aereo. Si raccomanda ai connazionali di monitorare l’evoluzione della situazione sui media e di verificare l'operatività degli scali aeroportuali e dei collegamenti aerei con la propria compagnia aerea prima di mettersi in viaggio".Troppo tardi per chi era già in viaggio. E che attende di sapere quando potrà rientrare a casa.
Elisa ci ha detto una cosa che ci sembra giusto condividere, perché prima o poi può succedere che "gli altri siamo noi": "A volte si sente di ragazzi immigrati che si arrabbiano, distruggono o fanno danni nei centri di accoglienza. In un certo senso io mi sento chiusa come loro qui... potrei quasi dire di capirli, qui siamo tutti abbastanza calmi, ma ieri un ragazzo ha risposto con tono "cattivo" all'agente Turkish e qualcuno che aveva impegni importanti potrebbe arrabbiarsi per davvero... Stare giorni senza risposte, senza poter andare dove vuoi... dopo un po' rischi di esplodere".