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Cronaca | 14 febbraio 2017, 18:00

Continuano le testimonianze per l'accusa nel processo per turbativa d'asta contro l'ex-sindaco di Brondello

A denunciarla era stato un residente del paese per un terreno conteso

Continuano le testimonianze per l'accusa nel processo per turbativa d'asta contro l'ex-sindaco di Brondello

In tribunale sono stati ascoltati altri testi dell'accusa nel processo che vede imputata D. P. ex sindaco di Brondello (attualmente assessore comunale) per turbativa d'asta, falso ideologico, abuso d'ufficio e violazione di domicilio. Coimputato con l'accusa di falso è il geometra e consulente del comune G.P.

R. M., residente nel paese (parte civile nel processo assistito dall'avvocato Marras) accusa il sindaco di averlo minacciato e indotto a rinunciare all'acquisto di una porzione di terreno comunale che avrebbe potuto interessargli. L'accusa imputa al sindaco e al geometra di averne falsamente attribuito un valore “non congruo” di 38.700 euro. L'immobile fu poi venduto per un prezzo di poco superiore ad un altro acquirente.

E. G. ha spiegato davanti ai giudici: “Avevo ristrutturato l'area per aprire un'attività di commercio di materiale pirotecnico. Si sarebbe dovuto procedere con trattativa privata, era anche già stato fissato il prezzo che avrei pagato, 39 mila euro. Il Comune aveva però annullato tutto e aveva indetto un'asta. La trattativa era saltata perché non avendo sottoscritto un contratto d'affitto non avevo la possibilità di avvalermi della prelazione. Voci di paese però dicevano che non me lo avrebbero lasciato comprare perché qualcun altro era interessato”. L'asta alla fine se l'era aggiudicata un “forestiero” di Moncalieri, e conoscente di E.G. che attualmente ha un contratto d'affitto con lui.

Nel 2011 una perizia comunale valutò in 8.500 euro un altro appezzamento in zona limitrofa a una porzione di terreno comunale, che R.M. aveva trasformato in giardino ad uso dell'abitazione fin dagli anni Novanta senza “nessun corrispettivo”, secondo gli accordi verbali presi con il precedente sindaco. Il pm Fiammetta Modica contesta alla Perotto di non avergli voluto vendere il terreno per quel prezzo con licitazione privata, procedendo invece all'indizione di un'asta pubblica in cui il prezzo base era stato fissato a 14.400 euro. Un geometra consulente del Comune, sentito sul punto, ha riferito che M. “avrebbe voluto poter costruire e per questo temporeggiava in attesa che il Comune modificasse la destinazione d'uso. Ma in questo caso avrei dovuto fare un'altra perizia”. Ha poi ricordato che in occasione dei due accessi per lo sgombero dell'area con il sindaco (le due ordinanze secondo l'accusa sarebbero state illegittime) non erano entrati nella proprietà di M.

La prossima udienza è stata fissata il 27 giugno per gli ultimi testi dell'accusa e quelli delle parti civili (R.M. e il Comune di Brondello con l'avvocato Gazzi).

Monica Bruna

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