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Eventi | 20 febbraio 2017, 14:25

La consegna della chiavi alla Castellana mette Saluzzo nelle mani delle maschere: è partito il Carnevale

L’affaccio dal balcone Eviso, le sfilate dei Carrinfrutta e l’omaggio delle maschere storiche dei vari paesi alla nuova dama del Carnevale saluzzese. Il bis della sfilata con le premiazioni dei Carrinfrutta più belli, domenica 26 febbraio

Saluzzo, il gruppo ufficiale di maschere del Carnevale 2017- foto Nicolo Bertola

Saluzzo, il gruppo ufficiale di maschere del Carnevale 2017- foto Nicolo Bertola

Il Carnevale di Saluzzo è entrato ieri nel vivo, in una giornata soleggiata che ha visto il primo passaggio dei sei Carrinfrutta e l’investitura della 65a castellana. Ritmo, colore, garbo ed energia, le note di testa del 89° show carnevalesco cittadino che ha visto la sua centralità alle 15 con l’affaccio, nel salotto di Saluzzo, in via Silvio Pellico, dal balcone di Eviso, di Paola Ravazzi, luminosa ed emozionata castellana.

Ha fatto quadro con il gruppo al gran completo delle maschere ufficiali della città di Saluzzo: Ciaferlin 2017, al secolo Davide Bessone, le damigelle Francesca Bessone  sua figlia), Elisabetta Pia, entrambe 22 anni come il ciaferlinot Mattia Cacciolatto, con il collega Pietro Giordanino, 19 anni.

Cambio di location rispetto alle due precedenti edizioni che avevano visto le castellane Diamante Satto e Nelly De Fazio affacciarsi dal balcone del municipio e partire in carrozza dal palazzo comunale. La nuova dama del Carnevale, classe 1965, insegnante delle medie a Verzuolo, sposata con Marco Aimone, tre figli:  Andrea 19 anni, Federica 17 anni e Alessandro14, figlia di Vittorino Ravazzi, scomparso nel 2012, già preside  delle Medie cittadine, il giro sulla storica carrozza lo ha fatto prima dell’investitura.

Intorno alle 13,30 si è diretta tra saluti, sorrisi, canzoni, congratulazioni, in piazza Cavour, dove sotto l’ala di ferro, da mezzogiorno era iniziata la distribuzione della polenta.

Un vero bagno di folla, si  sono contate migliaia di persone oltre le transenne, per il giro iniziale e il secondo dei sei carri fatti di frutta che hanno sfilato dalle 14 nell’anello cittadino e davanti alla giuria in piazza Cavour. In fila: Faule (Apple Rugby); Oratorio don Bosco di Saluzzo (Odb Winter sport); Oratorio di Verzuolo (Obelix alle Fruttaolimpiadi); Barge  vincitore dell’edizione 2016 (Red Pum ti mette le ali);  Revello (Olimpiadi Revello 2017); Lagnasco (Rolland Barrots) e fuori concorso  la parrocchia di Moretta (Le avventure di super Mario) con un carro in carta pesta e frutta.

Il sestetto di maschere ufficiali della città, molto affiatato, come è apparso da subito ed evidenziato da Ilaria Salzotto, nuova brillante presentatrice del Carnevale di Saluzzo, preceduto dalla banda cittadina diretta da Aurelio Sejmandi, si è diretto poi sulla tribuna in piazza Cavour.  

Dietro la compagine colorata e vociante di maschere, accorse da vari paesi e da fuori provincia per il rito dell’omaggio alla signora del Carnevale e per assistere alla consegna simbolica delle chiavi della città. A consegnarle il vicesindaco Franco Demaria.

Paola Ravazzi era felice di vestire i panni della dama del Carnevale, in abito damascato azzurro e oro firmato dalla “Stilista delle castellane” Anna Dana Borga (trucco Annalisa Re – Modus; acconciatura Vallè) e tuffarsi nel colore della festa  dove ha vinto la timidezza che le appartiene.

Emozionata, come il giorno in cui si apprestava al sì, indossando l’abito del matrimonio – ha affermato - per una esperienza molto bella anche per le viste dell’amicizia in asili, scuole, ospedali, case di riposo che ci attendono da oggi". La castellana conosce il suo Ciaferlin fin da piccola: Davide Bessone infatti è della stessa leva (65) e torna ad indossare i panni della maschera dopo 23 anni. Il padre Pino aveva vestito la stessa maschera nel 1972.

Bessone vuole un Carnevale social e “rock” per divertirsi e far divertire. La prima puntata gli ha dato ragione. E, ci sono le premesse anche per la seconda, che va in onda domenica 26 febbraio.

Ad aprire le danze degli omaggi floreali, dolciari, simbolici, declamatori e ironici il decano dei Carnevali della Granda: Gianduia di Racconigi con la compagna Giacometta, seguito dai Magnin di Piasco, storica scorta della maschera femminile di Saluzzo, che si ispira alle nobili antenate, vere e immaginarie, Margherita di Foix e Griselda.

Il giro dei saluti è continuato con le maschere dei Borghi di Saluzzo, Leonin e Contina di Manta, Rochin e Biasina di Revello, Bandito Toresan della Villa di Verzuolo, Re Desiderio e le figlie di Paesana, Pelaverga e la Bela Valbrundnsì di Pagno; il gruppo formato da Nudar, Contessa, Paggio e damigella di Moretta, Micon e Miconetta di Busca.

Da Envie il conte e la contessa; da San Firmino: Firmino e la Bela Firmineisa e poi Gian e Gina di Barge, Pumalin, Damigelle e Giullari di Lagnasco, Marchesina e Portone di Cardè; Cunt Rugnun e la Bela Isidora di Vigone.

Non è mancato Re Peperone da Carmagnola uno  scettro che tiene da anni, Cecilia e Rolando da Caraglio, Pandus e Cremaforte daVillafalletto, Bela Ranera e Martin Pescatur da Villastellone; Pescadur e Bela Pescadura da Villafranca.

La maschera più distante Bicciolano e compagna da Vercelli, che ha donato riso, da cuocere come risotto, con gli auguri di una festa spensierata senza frontiere. Da Villanova Canavese Budinè, da Roccabruna di Dronero, re Rocca e regina Bruna; da Faule: madama Bagna Caoda, Mon Sut Fuiot; Berlica Fuiot.

Nobiltà da Buriasco con i conti Ferrero, da Melle il conte Orselli, e da Torre san Giorgio Mrs e madama Ramasa con Ramette.

Da Dronero il gruppo fotogenico di re Dragone e Dragonetta con Paggio e la maschera storica Pajalunga che ha fatto sfoggio di arte oratoria nell’incisività del suo proclama di auguri.  

 

Vilma Brignone

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