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Eventi | 03 marzo 2017, 17:41

Una giornata dedicata al Nebbiolo presso la Cantina Belcolle a Verduno

Il punto di Paola Gula sull'evento

Una giornata dedicata al Nebbiolo presso la Cantina Belcolle a Verduno

"Un territorio non è mai esportabile, un vitigno sì".

Le parole dell'enologo Lorenzo Tablino potrebbero essere il manifesto della giornata dedicata al Nebbiolo che si è svolta presso la Cantina Belcolle a Verduno. Una degustazione di sedici campioni, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno che, nella fattispecie, sono Langhe, Roero, Canavese, Monferrato, novarese, Valtellina, Lombardia, ma anche America, Australia, Messico. Un viaggio irripetibile nel mondo di questo vitigno che viene citato per la prima volta a metà del XIII secolo come Nibiolo, riferito alla castellania di Rivoli. L'Etimologia è incerta e, sembra incredibile, ma l'origine pure, come ci ha spiegato Anna Schneider.

Il fatto che fosse citato nei testi fin dal medioevo significa quanto già allora fosse considerato un vitigno nobile, importante dal punto di vista commerciale.
Nel 1700 in Piemonte si vinificava come lo Champagne, ma solo Cavour e la
Marchesa Falletti hanno pensato di farlo diventare un vino al pari dei
grandi francesi.

Difficile da coltivare e non sempre si adatta all'ambiente: non vuole l'influsso del mare e ha bisogno di un clima continentale. Difficile in vigna, più facile in cantina, racconta Vincenzo Gerbi, il nebbiolo è un vitigno antico, ma modernissimo come indole perché "si guarda da solo",  se si vinifica bene, non ha bisogno di aggiustature.

Ci vorrebbero di più di queste giornate di gusto e di conoscenza. Grandi
vini, ma anche grandissimi relatori. Grazie alla famiglia Bosio e alla Cantina Belcolle per non fermarsi solo al business, come fanno in tanti.

Paola Gula

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