Gentile Direttore,
da anni frequento l’ospedale Santa Croce di Cuneo e mi sono sempre trovata bene. Venerdì 10 marzo invece ho avuto una spiacevole esperienza nel reparto di Radiologia: in poche parole si sono rifiutati di eseguire quello che avevo precedentemente prenotato, perché secondo loro “non corrispondeva al loro protocollo”. Ho deciso di renderlo pubblico perché dopo aver perso una mattinata di lavoro mi chiedo: “Noi comuni cittadini, come dobbiamo comportarci in casi come questi, dove il parere del medico curante (chirurgo) non coincide con il personale in servizio?”
Dopo un intervento chirurgico eseguito in Lombardia il 26 gennaio, il 10 febbraio (cioè un mese fa) telefono al CUP per prenotare una radiografia dell’apparato digerente; visto che la dicitura dell’impegnativa forse non era solita, la telefonista mi passa direttamente il Reparto di Radiologia. Qui gentilmente una dipendente consulta un’altra persona e mi chiede se dovevo eseguirla con il Bario o con il Gastrografim: non sapendo rispondere, mi viene consigliato di contattare il chirurgo e di richiamare.
Ho fatto così, ed il chirurgo mi ha detto di farla con Gastrografin. Ritelefono, e sempre questa dipendente gentilmente mi dà un appuntamento per poter avere il referto in tempo per la visita chirurgica, e segna questa prenotazione come “apparato digerente con Gastrografin”. Dopo aver fatto 30 km per raggiungere l’ospedale, mi presento il 10 marzo alle 8.30 come previsto.
Mi chiamano, mi preparo, e al momento di fare la radiografia mi dicono “noi queste radiografie le facciamo col Bario”; io allora ho detto che non l’avrei fatto, perché la prenotazione era stata fatta come richiedeva il chirurgo, cioè con l’altro liquido di contrasto, il Gastrografin. Le due operatrici chiamano un radiologo, a cui faccio vedere sul cellulare cosa mi aveva scritto il dottore. Il suddetto mi chiede di parlare personalmente con il mio chirurgo, lo chiama con il mio telefono e il medico non risponde. Si prova quindi a chiamare al reparto dell’ospedale dove sono stata operata e siccome nessuno risponde mi viene detto di tornare alle 10.15 perché avrebbero cercato di contattarli.
Ritorno a quell'ora, e nel frattempo il chirurgo mi scrive dicendo che non è in ospedale e che la radiografia con il Bario non l'avrei dovuta fare: le operatrici mi dicono che risulta impossibile contattare l’altro ospedale, che loro per protocollo usano il Bario e una di loro mi spiega il perché, ma io attenendomi alla richiesta del chirurgo dico che non avrei fatto i raggi, perché dovevo ingerire questo prodotto a 40 gg dall'intervento e con il parere contrario del chirurgo, e chiedo che mi vengano riconsegnati i fogli.
Così, dopo due ore, ho dovuto rifare la coda per farmi restituire i soldi e sono ritornata a casa senza le lastre.
Mi chiedo: non potevano dirmelo prima? Avrei cercato un altro ospedale. Invece mi hanno prenotato un servizio che poi si sono rifiutati di fare. Lo sapevano già da un mese che avrebbero dovuto farlo con il Gastrografin, è persino scritto nei fogli dell’ospedale... e all’ ultimo momento si rifiutano di farlo come avevo richiesto?
In sintesi adesso dovrò fare il primo controllo chirurgico dopo l’intervento... senza la radiografia.
Lettera firmata