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Attualità | 17 marzo 2017, 17:08

Manca personale, lavoratori in mobilità assunti nei tribunali piemontesi

L’Agenzia Piemonte Lavoro, in qualità di ente promotore, garantirà l’erogazione ai lavoratori, che saranno individuati dai Centri per l’Impiego di competenza, di 300 euro al mese, cumulabili con l’indennità di mobilità percepita

Manca personale, lavoratori in mobilità assunti nei tribunali piemontesi

Il procuratore generale della Repubblica di Torino, Francesco Saluzzo, l'assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, il direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro, Claudio Spadone, hanno firmato un protocollo d’intesa per fronteggiare gli ingenti carichi di lavoro che gravano sugli uffici giudiziari del Piemonte mediante il ricorso ad attività socialmente utili.

Il progetto prevede che 70 lavoratori in mobilità indennizzata, residenti in Piemonte e con esperienza in lavori di ufficio, siano avviati per un totale di 30 ore settimanali in attività socialmente utili per mansioni di ricevimento del pubblico, reperimento e classificazione degli atti, compiti di tipo amministrativo e informatico. Sono interessate le sedi di Torino, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea, Novara, Vercelli, Verbania.

L’iniziativa si pone, anche se in misura parziale e temporanea, a supporto del recupero di efficienza delle attività operative del servizio giudiziario. L’Agenzia Piemonte Lavoro, in qualità di ente promotore, garantirà l’erogazione ai lavoratori, che saranno individuati dai Centri per l’Impiego di competenza, di 300 euro al mese, cumulabili con l’indennità di mobilità percepita.

Il Centro per l’impiego, individuate le persone interessate a partecipare al progetto, trasmetterà i nominativi agli uffici giudiziari che procederanno alla selezione finale. La durata del progetto è di sei mesi, prorogabile una sola volta per altri sei mesi. “Anche se non ha certo la pretesa di risolvere in via definitiva il problema dei carichi di lavoro degli uffici giudiziari - afferma Pentenero - il protocollo ha un notevole valore pubblico, dato che si propone da una parte di supportare un servizio di fondamentale importanza per la comunità piemontese e dall’altra di offrire ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo e iscritti nelle liste di mobilità un’occasione di integrazione del proprio reddito. E’ un esempio di quelle politiche attive del lavoro su cui la Regione Piemonte ha deciso di scommettere, investendo complessivamente, nei prossimi tre anni, oltre 60 milioni di euro”.

”Il progetto - aggiunge Spadon - nasce dalla necessità di supportare le attività del personale degli uffici giudiziari e di offrire ai lavoratori coinvolti la possibilità di non essere completamente esclusi dal mercato del lavoro, operando in una realtà in cui il loro know how è apprezzato e ha una considerevole ricaduta sul territorio piemontese”.

cs

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