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Saluzzese | 17 marzo 2017, 10:15

In vista dell’apertura dell’ospedale di Verduno, la sanità dell’asse Saluzzo-Savigliano può dormire sonni tranquilli?

Da tempo circola l’indiscrezione che parla del trasferimento dell’emodinamica di saviglianese nel nuovo ospedale albese. Con buona pace di chi ancora si “ostina” a vivere la montagna

L'ingresso dell'ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, dove ad oggi trova posto l'emodinamica

L'ingresso dell'ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, dove ad oggi trova posto l'emodinamica

Entro la fine del 2018 anche l’ospedale di Verduno aprirà i propri battenti.

Lo ha annunciato, già ormai da qualche giorno, il direttore generale della Asl Cn2, che comprende l’albese ed il braidese, Danilo Bono.

L’ospedale, da tempo oggetto di diatribe, quindi aprirà.

Una notizia che, stando almeno alle indiscrezioni che da tempo circolano negli ambienti della sanità locale, toccherà da vicino anche il saluzzese-saviglianese.

Già perché, anche se verremo smentiti categoricamente dalle Amministrazioni di alcuni comuni, pare che toccherà – ancora una volta – ai presidi già esistenti sul territorio “riempire” l’ospedale albese.

Proprio così: una delle opzioni più gettonate al momento è quella del “trasloco” del reparto di emodinamica dal Santissima Annunziata di Savigliano.

La sala di emodinamica – tanto per essere chiari – è il reparto specializzato per le attività di diagnosi e terapia delle cardiopatie. “A Savigliano è attiva dal 1999” scrive l’Asl Cn1 sul suo sito.

Svolge due tipologie di attività: quelle routinarie, in orario diurno, mentre per le emergenze (ad esempio gli infarti del miocardio) è attiva 24 ore su 24, con turni anche in reperibilità. Un servizio già di per sé importantissimo per quanto riguarda l’attività di routine, ma fondamentale sul fronte dell’urgenza, con la possibilità di svolgere coronarografie ed eventualmente angioplastiche o bypass coronarici.

Un servizio di cui ad oggi usufruiscono, oltre alla pianura saviglianese, anche il saluzzese, con le sue Valli del Monviso.

Ora, senza essere certo dei tecnici, risulta del tutto evidente come, in caso di un trasferimento dell’emodinamica da Savigliano a Verduno, il territorio perda nuovamente un pezzo da novanta in campo sanitario.

Una tesi rimarcata, non molto tempo fa, dal consigliere d’opposizione di Saluzzo Stefano Quaglia, che da tempo ormai conduce una strenua battaglia in difesa – inizialmente – dell’ospedale cittadino e – successivamente e vista la depauperazione del nosocomio saluzzese – anche di quello saviglianese.

Sarebbe interessante capire, o forse ancor di più spiegare alla popolazione, perché, un cittadino di Pontechianale o di Crissolo e colto da infarto (una patologia, lo ricordiamo, tempo dipendente, vale a dire che si aggrava con il passare del tempo), anziché esser trasportato in tempi ragionevolmente “brevi” a Savigliano, ora debba “ripiegare” obtorto collo sull’ospedale di Cuneo.

In caso di trasferimento dell’emodinamica, infatti, l’ospedale di riferimento per i territori di Saluzzo e Savigliano rimarrebbe il Santa Croce di Cuneo, seguito da Rivoli (?!?) o – questo punto – da Verduno.

Qualcuno ci potrà rispondere che il sistema di emergenza sanitaria dispone del servizio di elisoccorso, da un po’ di tempo anche operativo di notte. Noi ribattiamo che l’elicottero non è in grado di volare in qualsiasi condizione e che, in caso ad esempio di fitte nevicate o di nebbia, il trasporto dovrà essere effettuato in ambulanza. Ed in ambulanza, con neve o nebbia, i tempi si allungano.

Qualcuno ci additerà come “allarmisti” o come “disfattisti”, allo stesso modo di quando la stampa locale aveva previsto un “ridimensionamento” (chiamiamolo così) dell’ospedale di Saluzzo.

Qualcuno, forse, speriamo, ci darà ragione.

Le nostre sono mere considerazioni, che nei prossimi giorni sottoporremo agli organi regionali di gestione della sanità.

Potremmo risfoderare l’ormai vecchia tesi della salvaguardia di chi ancora si “ostina” (ironico) a vivere la montagna, ma per il momento ci limitiamo ad esternare alcune preoccupazioni, fornendo ai lettori alcuni spunti di riflessione che riteniamo giusto debbano venir resi noti.

 

Nicolò Bertola

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