In riferimento alla lettera pubblicata sulla vostra testata il 29 marzo 2017, in merito al pemio di produttività per 257 lavoratori della BusCompany, vorremmo con la presente far notare alcune incongruenze fatte dal signor Luca Iacomino della segreteria della filt-CGIL di Cuneo.
Le contrattazioni di secondo livello nelle aziende, sono chiamati contratti integrativi, perché integrano regolamentando le parti normative stabilite nei contratti nazionali.
Nel novembre 2015, CGIL-CISL-UIL-FAISA e UGL hanno firmato con le associazioni datoriali ASSTRA e ANAV il contratto nazionale degli autoferrotranvieri che prevede: 50 ore di orario medio settimanale, 60 ore di orario massimo settimanale, prestazioniobbligatorie di straordinario, riduzione dei minuti dei tempi accessori, aumento del nastrolavorativo, taglio delle giornate di “festività soppresse”, applicazione del Jobs Act per i nuoviassunti, accorpamento delle residenze, risarcimento dei danni causati ai bus ecc. ecc.
E’ oltremodo singolare che un segretario della filt-CGIL che ha sottoscritto tutto ciò a livello nazionale, oggi accusi le aziende di applicare quanto stabilito dallo stesso contratto attraverso il contratto integrativo sottoscritto dalla maggioranza delle RSU sulterritorio e quindi legittimamente applicato dall’azienda che ovviamente fa i suoi interessi.
Come al solito tutto ciò manca di coerenza nell’azione sindacale e nelle dichiarazioni dialcuni sindacalisti che da una parte firmano i contratti dando carta bianca ai padroni edall’altra vogliono fare i paladini dei lavoratori fingendo di essere dalla loro parte.
Michele Schifone - Esecutivo regionale trasporti - Unione Sindacale di Base