Una lezione di economia tenuta da Giuseppe Tardivo, giovedì 20 aprile 2017 ore 15,30 Cinema Monviso per i ciclo di incontri dell’Unitre di Cuneo. La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità John Fitzgerald Kennedy (Discorso a Indianapolis, 1959).
Lo sviluppo economico del Sistema Italia è bloccato: il meccanismo del localismo territoriale si è inceppato, e da sole le realtà di piccola dimensione – le più numerose nel tessuto socio-economico – non sono in grado di competere. Specie in momenti di crisi, le imprese – anche se potenzialmente di successo – rischiano di uscire dal tessuto imprenditoriale a causa della mancanza di risorse finanziarie, della scarsità di competenze, dell’eccessiva burocrazia, dell’approssimativo sistema promozionale del made in Italy, della rigidità del mercato del lavoro, dell’intempestività degli ordinamenti a cogliere le sfide del cambiamento degli scenari di riferimento e, da ultimo, dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Ma cosa fare? Non esiste una ricetta preconfezionata... Per competere negli scenari ridisegnati dalla crisi serve un processo di ristrutturazione in alcune parti del sistema. Alcune azioni sono state compiute, tuttavia il ritmo di trasformazione per adattarsi al nuovo contesto competitivo non è stato sufficiente, dal momento che le performance complessive del tessuto imprenditoriale e dell’economia italiana in generale sono modeste. A livello nazionale i segnali non sono confortanti: l’8 marzo scorso l’OCSE ha confermato un probabile aumento del PIL in Italia dell’1%. Ultima performance in Europa nel breve periodo l’economia continuerà a evolversi a ritmi molto contenuti, pesando ulteriormente su salari, occupazione e prezzi al consumo. Gli elevati livelli dello spread hanno determinato un innalzamento del costo del credito con un pesante impatto ancora una volta sui bilanci delle imprese e delle famiglie. Gli effetti della crisi strutturale si stanno ripercuotendo su tutti i settori economici, anche se con modalità ed intensità differenti a seconda del comparto, della tipologia di impresa, della localizzazione. In tale scenario l’individuazione della metamorfosi del tessuto imprenditoriale locale ha assunto un ruolo fondamentale. Il sistema impresa-territorio cuneese può essere descritto come una rosa: una miriade di realtà imprenditoriali (le imprese di cristallo) – in particolare familiari – sane, con elevata potenzialità di sviluppo e ramificazioni in molteplici settori (i petali), con accentuazioni più o meno consistenti (le sfumature di profumo e di colore) che per “sbocciare” necessitano di un “humus” (coordinamento sistemico) di: ■ infrastrutture economiche, autostradali, ferroviarie, aeroportuali, portuali, sistemi logistici, reti telematiche; ■ una legislazione che rafforzi la concorrenza, favorisca la liberalizzazione, adegui il diritto societario; un sistema creditizio e bancario che favorisca un sostegno efficace alle diverse dinamiche del patrimonio dell’impresa e della famiglia.