Saluzzese - 19 aprile 2017, 12:15

Saluzzo: la figura ieratica che esprime la pace interiore

La mostra di Michela Parrotta, a Saluzzo, propone pittura ad olio ad alto grado di rappresentatività

Di certo, partire con un titolo così “robusto” potrebbe non avvicinare alla lettura di questo articolo. Ma, ad onor del vero, non è facile trovare un altro termine che possa raccogliere il concetto che il dotto sito treccani.it presenta assai bene: Ieratico: di cosa (soprattutto di atto, aspetto, gesto, parola) improntata a una compostezza sacerdotale, solenne.

 La stessa pittrice saluzzese, nel descrivere l'opera che ha portato in mostra presso lo Spazio Culturale Piemontese di Corso Roma numero 4 (opera che è parte rilevante della locandina alla Mostra associata) la definisce con questo termine che deriva dal greco e che ( ce lo ricorda ancora il vocabolario online treccani.it) è attinente all' <<esercizio del sacerdozio>>.

E' un po' come se quel volto di donna, descritta da Michela come Principessa del Sogno, da solo valesse tutta la Mostra. In questo senso: tale e tanta è la forza che quello sguardo esprime, da far in un certo senso venir meno (attraverso la visione di quell'opera) la sana voglia di contemplazione dell'intera serie di lavori pittorici proposti.

Fortunatamente può non essere così. Infatti, se si lascia (scendendo i pochi gradini che portano al locale espositivo)  che lo sguardo sia libero e curioso, si potranno apprezzare parecchi momenti dell'arte Parrottiana. Momenti che, per via anche del ben noto concetto del Feticcio che fu caro ad Adorno, saranno condensati, sublimati, raccolti (in una sorta di attrazione finale) nell'imbattersi, con l' approdo a Patty ( con questo nome è narrata la Principessa), in una salutare contemplazione finale di quello (e il racconto circolare va a chiudersi) che dall'inizio di questo articolo è motivo dominante: solennità. Badi poi, il visitatore, nel viaggio in mostra così impostato, a soffermarsi su momenti recenti d'una pittura ad olio della Parrotta caratterizzati da “allargamenti della percezione”.  Se vorrà farlo, poi, con il prezioso ausilio di Michela, troverà modo di ricevere un surplus di “lettura” delle opere che certamente non potrà che corroborare la visita.

 

                                                                                                         

Marco Roascio