/ Politica

Politica | 03 maggio 2017, 10:00

Torino, oggi il Tar si pronuncia sul caso delle firme false in Regione

A rischio 8 consiglieri regionali Pd eletti a Torino. Se il verdetto del Tribunale Amministrativo fosse di condanna, la maggioranza di centrosinistra sarebbe messa a dura prova e si profilerebbe l’ipotesi di un ritorno alle urne in Piemonte in autunno

Torino, oggi il Tar si pronuncia sul caso delle firme false in Regione

Il destino della Giunta Chiamparino è legato a quanto diranno oggi i giudici del Tar a proposito del caso delle firme false. Se il verdetto del Tribunale Amministrativi Regionale fosse negativo, la conseguenza sarebbe la decadenza di 8 consiglieri regionali del Pd eletti a Torino e la probabile caduta della Giunta. I nomi in ballo sono infatti esponenti di primo piano del Partito Democratico Piemontese.

Tra questi spiccano Davide Gariglio, capogruppo a Palazzo Lascaris e segretario regionale del partito, Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale e Gianna Pentenero, assessore all’Istruzione e al Lavoro.

La decadenza di ben 8 consiglieri metterebbe il centrosinistra in serie difficoltà: la maggioranza si ridurrebbe drasticamente terremotando il partito di maggioranza relativa, il Pd, e determinando un margine risicatissimo nell’assemblea. La differenza tra maggioranza e opposizione risulterebbe essere infatti di un seggio soltanto. Le conseguenze politiche sarebbero sicuramente clamorose.

Sergio Chiamparino, secondo voci che circolano negli ambienti politici torinesi, potrebbe decidere motu proprio di dimettersi per ritornare alle urne quanto prima, verosimilmente già in autunno. In questo caso preferirebbe l’opzione civica ponendosi alla testa di una maggioranza di cui farebbe sempre parte il Pd, ma senza più quel ruolo così determinante esercitato fino ad oggi. In quest’eventualità, la lista del Monviso, di cui fa parte il cuneese Alberto Valmaggia  e il cui capogruppo è il farmacista torinese Mario Giaccone sarebbe destinata ad avere un ruolo trainante.

Le “firme false” stanno diventando tema imbarazzante per il Pd. Quando cadde la giunta di centrodestra guidata dal leghista Roberto Cota, i suoi esponenti, allora all’opposizione, ne avevano fatto una battaglia etica usando toni polemici pesanti. Ora, oltre alla vicenda pendente in Regione, di cui oggi si conoscerà l’esito, il partito deve fare i conti anche con il “caso Savigliano”, il cui sindaco, Claudio Cussa, si è dimesso dopo essere stato rinviato a giudizio per analoga vicenda.

Il Comune di Savigliano, a seguito di questa inchiesta giudiziaria, è decaduto e dovrà tornare alle urne l’11 giugno per eleggere un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio comunale.

Giampaolo Testa

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium