Curiosità - 15 agosto 2017, 14:27

Quando Miroglio era "il paese degli scapoli"

Negli anni Sessanta, la frazione del Comune di Frabosa Sottana, in val Maudagna, contava appena tre donne e 34 celibi: colpa del boom economico

Un fermo immagine del servizio andato in onda su RaiNews

C'è stato un periodo, nel pieno degli anni Sessanta, in cui Miroglio, frazione appartenente al Comune di Frabosa Sottana, contava quasi tutti uomini, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "paese degli scapoli": a svelarlo è stato uno speciale televisivo mandato in onda giovedì 10 agosto su RaiNews, contenente immagini e testimonianze d'epoca, rigorosamente in bianco e nero.

Il servizio si apre con le fotografie dell'ultimo viaggio di nozze di un mirogliese, Mario Ponzo; dopo di lui, nessuno scapolo di Miroglio è più riuscito a sposarsi, in quanto le donne erano emigrate verso le città per trovare impiego in fabbrica o come cameriere, nella speranza di un futuro migliore, mentre i maschi furono costretti a mantenersi da soli svolgendo anche i lavori domestici, a cominciare dal bucato.

Nel 1922, Don Boetti celebrò ben 13 matrimoni, poi sposò i figli nati da queste unioni. Quando toccò alla generazione successiva, a Miroglio vivevano soltanto più tre ragazze, Colombina, Salvina e Angelina, a fronte di 34 scapoli.

La voce narrante del servizio, rivela come la timidezza dei giovani mirogliesi abbia avuto un ruolo fondamentale nel mantenimento del loro celibato, ma sottolinea anche come la concorrenza dei turisti che provenivano dalle città fosse temibile.

"Le donne bisogna corteggiarle, farle ballare, arrivando a farsi la guerra per loro", rivela Stefano, anziano del posto. Alle ragazze, però, questo pareva non bastare: il futuro era già a portata di mano, in città, dove era sufficiente schiacciare un pulsante per azionare una lavatrice ed evitare di rovinarsi le mani nelle acque del gelido torrente Maudagna.

Eppure i ragazzi del luogo erano convinti del fatto loro, decisi ad aspettare l'approdo del miracolo economico anche nella loro valle, con la costruzione di un impianto ad Artesina. L'hanno atteso per anni, tutte le sere, all'"Osteria del Sole", mentre periodicamente la corriera portava via le loro possibili future mogli e, di conseguenza, allontanava di parecchi chilometri i loro sogni coniugali. 

 

Alessandro Nidi