Attualità - 15 settembre 2017, 14:22

Bagni fuori uso all'aeroporto di Levaldigi: iniziati in mattinata i lavori per riparare il guasto

Una situazione denunciata da alcuni passeggeri rientrati dal volo notturno proveniente dal Marocco. Dalla Geac: "Mai successo che qualcuno abbia usato la pista di atterraggio come una toilette"

Una foto scattata stamattina: i lavori al via nei bagni della zona Arrivi di Levaldigi

Bagni fuori uso nella zona arrivi dell'aeroporto di Levaldigi. Alcuni voli, come quello proveniente dal Marocco, necessitano di controlli particolarmente serrati, che richiedono tempo e pazienza. Senza contare che, durante l'attesa, possa sorgere un'esigenza fisiologica: quella di dover andare in bagno. A Levaldigi, dallo scorso agosto, è inagibile la toilette della zona Arrivi. Qualcuno ha denunciato la situazione, evidenziando come ci siano stati passeggeri costretti a fare i propri bisogni sulla pista di atterraggio.

Il guasto, in effetti, c'è. I lavori di riparazione sono iniziati questa mattina e i bagni torneranno agibili al più presto, come conferma Anna Milanese, direttore generale della GEAC, società che gestisce lo scalo: "I lavori erano programmati da tempo per questa data. Ci sono stati, in questo mese, degli interventi per mitigare il problema. Ci tengo a sottolineare che non è mai successo che qualcuno andasse a fare i propri bisogni sulla pista o nel parcheggio, tantomeno accompagnato da nostro personale. Dall'area degli Arrivi si accede ad una zona dove ci sono altri bagni. E' stata attivata una procedura ad hoc per chi aveva l'esigenza di andarci, accompagnato dagli agenti, ma nel pieno rispetto della legge e della sicurezza", ha evidenziato. 

Qualche indiscrezione riferisce di un ritardo nei lavori come conseguenza del ritardo dei pagamenti dei fornitori da parte di GEAC stessa. "Non è così, i lavori erano stati programmati per essere eseguiti alla fine del periodo di alta stagione", evidenzia ancora la Milanese. Ferruccio Dardanello, da sempre sostenitore di prim'ordine dello scalo cuneese, precisa: "Sono in itinere dei percorsi per andare incontro alle esigenze dei fornitori. Sulla questione bagni, preferisco non commentare".

Il dirigente della Polizia di Frontiera Martino Santacroce, al telefono, ci ha detto che già in diverse occasioni aveva segnalato alla direzione di Levaldigi che i suoi uomini, in servizio allo scalo per i controlli di sicurezza, non possono e non devono occuparsi di gestire i passeggeri con bisogni fisiologici impellenti. "Siamo intervenuti in un paio di situazioni - ci racconta Santacroce, - in particolare in un episodio che coinvolgeva una bambina di 4 anni arrivata dal Marocco in piena notte con la famiglia. I genitori volevano uscire dallo scalo urgentemente con la piccola, prima ancora di fare le operazioni di controllo. Ma questo non è possibile perché non ci si può spostare dalla zona controlli senza aver identificato le persone in ingresso. Per questo i miei uomini hanno dovuto gestire la situazione, ma non si sono mai verificati comportamenti contrari alle regole di sicurezza dello scalo".

bsimonelli