Attualità - 15 settembre 2017, 16:39

Nell’occhio di Irma: le ore di paura del fossanese Gianni in viaggio a Cuba

"I problemi sono ora", ci racconta. Per cinque giorni le città sono rimaste senza luce e senza acqua. Raffiche di vento a velocità doppia rispetto alla bora

Raffiche di vento misurate tra i 250 e i 280 chilometri orari, pioggia battente, le onde che invadevano le strade superando ogni barriera. Alberi divelti, tetti distrutti, automobili ribaltate. È questo lo scenario apocalittico dopo il passaggio di Irma, l’uragano di dimensioni pari alla Francia, che ha funestato il Centro America e la Florida la scorsa settimana.

A Cienfuegos c’era anche un fossanese, Gianni, in vacanza a casa di amici. Siamo riusciti a contattarlo solo adesso, perché le comunicazioni con quelle zone sono state davvero complicate. Quelle che ha vissuto Gianni sono state ore di forte preoccupazione e paura: “Il peggio sembra passato, ma i problemi, però, qui nascono ora – ha spiegato -. Le città sono rimaste senza luce e senza acqua fino a mercoledì e ora l’acqua che esce dai rubinetti è sporca”.

I cubani erano preparati al peggio, nei giorni precedenti all’arrivo di Irma: quando ancora sull’isola splendeva un sole luminoso, era partita la corsa ai generi alimentari. Si erano formate code lunghissime per approvvigionarsi di pane, canister d’acqua, dispositivi sanitari. I Caraibi sono territorio di uragani, di piogge tanto implacabili quanto il sole cocente nelle giornate serene. La popolazione convive con la stagione delle piogge e con gli uragani, ma le proporzioni di Irma erano oltre l’immaginazione e la capacità di previsione.

Ora l’isola caraibica teme l’arrivo di Irene, un nuovo uragano che sta funestando Bahamas, North e Sud Carolina e Florida, di proporzioni notevolmente inferiori. Al momento, comunque, Cuba dovrebbe essere fuori dalla sua traiettoria di distruzione. 

 

Agata Pagani