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Curiosità | 15 settembre 2017, 12:43

Savigliano: ecco "Cibo&Amore", il progetto del detective-gourmet Alessandro Cascio

Cascio, assieme alla moglie Marzia Gastaldo, ha recentemente avviato un "home restaurant" nella propria abitazione

Foto generica

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Vent’anni di esperienza nell’ambiente delle investigazioni private e una passione sconfinata per l’enogastronomia fanno di Alessandro Cascio, alla guida di Demetra Group, un personaggio eclettico, ma scopriamo insieme qual è il punto di unione tra due settori apparentemente molto lontani.

Nella veste di consulente investigativo si è occupato di frodi alimentari con particolare riguardo per l’italian sounding, parliamo di quel fenomeno, particolarmente diffuso all’estero, che evoca marchi e prodotti italiani traendo in inganno i consumatori. In pratica aziende truffaldine mettono in commercio prodotti specifici spacciandoli per “Made in Italy”, producendo un danno inimmaginabile all’industria agroalimentare italiana. Molte di queste frodi hanno successo grazie all’ingenuità dei consumatori (specie all’estero) che hanno difficoltà a riconoscere originalità e provenienza di finte prelibatezze ma anche i nostri connazionali subiscono raggiri di ogni sorta in quanto acquistano prodotti manipolati che possono innescare una frode sanitaria o commerciale.

Il costante interesse per le problematiche che investono la pirateria nel settore del food and beverage hanno portato Alessandro Cascio a maturare una particolare sensibilità e attenzione per i prodotti di qualità e la loro tutela così da coniare, assieme alla compagna Marzia Gastaldo, il marchio “Cibo & Amore” che racchiude tutta la loro passione e i loro convincimenti in merito all’attenta selezione degli ingredienti che utilizzano in cucina.

Hanno, così, avviato all’inizio dell’anno un “home restaurant” con sede in Savigliano (in casa loro) per mettersi alla prova e testare il gradimento degli ospiti-gnammers che hanno risposto adeguatamente e hanno aderito con piacere alle diverse iniziative promosse dalla coppia e, a giudicare dalle recensioni sui social, non vi è alcun dubbio sull’esito positivo di questa sperimentazione che cavalca un fenomeno in via di espansione, tanto è vero che è già iniziato l’iter parlamentare per l’approvazione di una legge che regolamenta questo genere di attività qualificandola come “sharing economy”.

A questo punto l’incontro con la “Corte del Gusto” di Genola è stato provvidenziale in quanto vi è una totale condivisione di intenti per la promozione sul mercato di prodotti di assoluta qualità, filosofia che si vuole applicare nella conduzione di un bar gastronomico che verrà inaugurato il prossimo 16 settembre, gestito – appunto dal detective - gourmet e la sua compagna.

Il progetto si ispira alla "disciplinare" della Regione Piemonte e la sua tipicità consisterà nella valorizzazione della qualità dei prodotti locali, parte dei quali si trova in vendita alla Corte del Gusto. Ecco perché il legame tra i due brand sembra ben augurale.

c.s.

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