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Saluzzese | 18 settembre 2017, 16:30

Stagionali della frutta a Saluzzo, nuovo report di Caritas: “Presenti casi di ‘lavoro grigio’ o irregolare”

Pubblicato “Live2017_8”, che traccia un quadro della situazione locale, grazie al passaggio dei ragazzi attraverso l’Infopoint di corso Piemonte

Immagine di repertorio (www.saluzzomigrante.it)

Immagine di repertorio (www.saluzzomigrante.it)

Lo staff di Saluzzo Migrante, il progetto della Caritas di Saluzzo che opera, “in modo efficace, in favore delle persone migranti, in particolare lavoratori stagionali del settore agricolo” ha pubblicato nei giorni scorsi il “Live2017_8”, un report cadenzato sulla situazione – appunto – degli stagionali della frutta che gravitano nel saluzzese.

Ogni “Live” traccia un quadro aggiornato e minuzioso, fornendo numeri e dati oggettivi, in merito a da una serie di aspetti.

Il primo di certo è il numero di persone transitate dall’“Infopoint” di Saluzzo Migrante, in corso Piemonte: si tratta dello sportello aperto a marzo 2017, tre giorni a settimana, dove vengono raccolte le prime richieste di chi giunge in città e dove gli operatori Caritas prendono visione dei contratti di lavoro di coloro che vogliono mostrarlo.

“In sei mesi – fanno sapere da “Saluzzo Migrante” – sono stati visionati oltre 280 contratti di lavoro, nel periodo tra aprile e settembre 2017, 50 di questi soltanto nell’ultimo mese”.

Si tratta di un dato in aumento rispetto a quello dell’anno scorso, quando dagli uffici del progetto ne erano sì “passati” 289, ma nel periodo da aprile a dicembre 2016.

Il secondo dato che inevitabilmente emerge da un’analisi della situazione locale è quello legato alle condizioni di vita degli stagionali: “Di queste persone con contratto - si legge sul report - alcune vivono nei campi Coldiretti, altre vivono accolti dalle aziende, ma sicuramente al Foro Boario oggi vivono decine di persone contrattualizzate che non hanno avuto un luogo più dignitoso”.

Al Foro Boario, come ormai tutti sapranno, quest’anno non è presente il campo solidale Caritas, che comunque, insieme ad altri Enti del territorio, ha garantito la presenza di servizi minimi quali docce ed energia elettrica.

149 sono invece i posti dell’“Accoglienza diffusa”, un sistema messo in piedi da Caritas, Lagnasco Group, Coldiretti e dai Comuni di Saluzzo, Revello, Verzuolo, Costigliole Saluzzo, Lagnasco.

“Il Comune di Saluzzo – afferma Caritas – ha triplicato i posti rispetto al 2016. Con questo sistema cerchiamo di migliorare le condizioni di permanenza, rendendole più dignitose. Purtroppo il numero di posti letto è stato di gran lunga inferiore rispetto alle richieste”.

In ultimo, Caritas si sofferma sulla regolarità dei contratti di lavoro emessi dalle aziende agricole del settore, dal momento che, come scritto nel report, “La presenza di un regolare contratto non è la garanzia per un rapporto di lavoro regolare”.

Lo sportello legale dell’Infopoint – un altro dei servizi offerti da Caritas, la tutela legale - ha in carico casi di “lavoro grigio", dove a fronte di un contratto di molti mesi viene corrisposto in busta paga un numero di giornate lavorative molto basso, inferiore a quelle realmente effettuate dal lavoratore.
Al Foro Boario sono anche presenti persone che hanno lavorato solo per alcuni giorni o per brevi periodi durante i picchi della raccolta della frutta e sono aumentati i casi di lavoratori che hanno dichiarato di lavorare senza contratto. Questi sono ad oggi, una trentina”.

Sul sito di Caritas è possibile visionare tutti i dati, raccolti dalla Caritas stessa, relativi al periodo 15 aprile–15 agosto e al 2016.

 

Nicolò Bertola

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