Verrà riconosciuto come orario di lavoro, agli infermieri dell'azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, il tempo speso per cambiarsi d'abito e indossare la divisa e quello per il passaggio di consegne tra un turno e l'altro: è questo il centro dell'accordo firmato oggi (giovedì 23 novembre), e che segna una vera e propria svolta dopo anni di richieste dei dipendenti, mai soddisfatte.
“Si tratta di un accordo innovativo e importante – ha commentato il Segretario Regionale del sindacato degli infermieri Nursing Up, Claudio Delli Carri, sigla che ha sottoscritto l’accordo – che sicuramente potrà fare da esempio per essere applicato anche ad altre realtà nel resto del Piemonte. È il riconoscimento di un diritto per un aspetto inderogabile del nostro lavoro a ogni turno. Sia la corretta vestizione, sia un preciso briefing per il passaggio delle consegne al cambio turno, infatti, sono chiaramente aspetti del lavoro quotidiano dell’infermiere e come tali devono essere considerati anche dal contratto.”
In pratica l’accordo con l’azienda cuneese prevede una quantificazione sia in termini di tempo (da 10 a 22 minuti), per il passaggio di consegne e la vestizione, sia di carattere economico, con una quota di 22 euro mensili come “produttività collettiva” per tale incombenza. Un tempo in pratica che viene riconosciuto come interno all’orario di lavoro, non aggiuntivo, che dà la possibilità di effettuare tali operazioni. In più, per sanare il passato, l’accordo prevede un indennizzo di 300 euro per ogni infermiere interessato da tale accordo per il periodo dal gennaio 2010 fino alla fine dell’anno, e di 100 euro, quale produttività collettiva, per tutto il resto del personale non infermieristico.
Mentre dal gennaio 2018, invece, entra in vigore il nuovo accordo che prevede appunto i suddetti 22 euro mensili per gli infermieri e, per il resto del personale, il riconoscimento di 7 minuti in più giornalieri quale orario di lavoro.
“Quello di oggi è un grande risultato, frutto di un importante lavoro svolto in questi mesi, - conclude Delli Carri – che riconosce, oltre al tempo per il cambio divisa, il fatto che il passaggio delle consegne è uno strumento di lavoro utile e indispensabile all’attività istituzionale prevista per i professionisti sanitari. Non si tratta di un premio, vorrei sottolinearlo. Ma, ripeto, il giusto riconoscimento economico per un’attività non derogabile. Ora mi auguro che anche tutte le altre aziende sanitarie del Piemonte adottino lo stesso tipo di schema per sanare anche nelle loro realtà tale situazione.”