"Da parte mia vi sarà astensione, in quanto mi trovo d'accordo con quanto espresso dai consiglieri Gasco e Bovetti. Questa è e resta una battaglia politica del PD e io, essendo a capo di un'amministrazione civica, non intendo sposarla. È una questione che non ha attinenza con la realtà che ci troviamo ad amministrare".
Con la motivazione espressa in prima persona dal sindaco Paolo Adriano, il Consiglio comunale di Mondovì ha respinto l'ordine del giorno sullo Ius Soli, proposto dai consiglieri di minoranza Stefano Tarolli, Paolo Magnino e Laura Barello, con quest'ultima che, pur manifestando un'opinione differente da quella dei colleghi ("Mi sono sempre dichiarata civica e il mio impegno per la città è stato esclusivamente di taglio tecnico", ha commentato), ha sottoscritto il documento soltanto per permettere loro di portarlo all'attenzione del consesso monregalese.
LE RICHIESTE - È stato lo stesso Tarolli a introdurre l'argomento: "In molti Comuni negli ultimi mesi si è portato all'attenzione dei consiglieri comunali un ordine del giorno significativo. Fino al 2015 erano incardinati in Parlamento 26 progetti di legge circa lo Ius Soli, poi unificati in una sola proposta di legge che contempla due criteri nuovi, lo Ius Soli temperato e lo Ius culturae". Al di là dell'attualità politica, gli obiettivi dei firmatari della proposta erano sostanzialmente tre: "Chiediamo che il Consiglio comunale possa promuovere iniziative di formazione culturale al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica monregalese su questa complessa tematica. Inoltre, auspichiamo che possa promuovere iniziative scolastiche finalizzate alla consapevolezza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza e individuare ogni anno una giornata solenne per celebrare l'acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei nuovi cittadini".
LA LEGA DICE NO - A schierarsi apertamente contro l'ordine del giorno è stata la Lega Nord, per bocca del suo consigliere Guido Tealdi: "Sabato 2 dicembre ci sarà una raccolta firme della Lega Nord contro questa proposta di legge. Francamente non credo vi sia bisogno di una nuova legge che permetta a tutti di avere una nuova cittadinanza, dal momento che nel 2016 sono state concesse più di 120mila cittadinanze in Italia: siamo lo Stato europeo che ne ha rilasciate di più!". E ancora: "Il percorso decennale per ottenere la cittadinanza è necessario per ambientarsi, conoscere e rispettare la cultura italiana e integrarsi in modo da essere italiani a tutti gli effetti. Perché concedere facilmente la cittadinanza a chi già gode di pari opportunità? Qualcuno è a caccia di consensi facili?".
"MOSSA POLITICA E POCO ATTINENTE": LE DICHIARAZIONI DELLA MAGGIORANZA - La maggioranza si è dimostrata concorde sulla posizione da adottare nei confronti della tematica. Mario Bovetti ha dichiarato che "l'acquisizione della cittadinanza italiana mediante lo Ius Soli è una questione di civiltà, soprattutto in un mondo globalizzato come quello attuale. Al tempo stesso, tuttavia, sono convinto che questo non sia il momento giusto, che sia sbagliato in termini cronologici: non bisogna approvare l'ordine del giorno prima di aver trovato una seria contromisura ai flussi migratori che invadono l'Europa e in particolare l'Italia. Personalmente, interpreto questa proposta come un'altra battaglia politica, in particolare del PD, visto che ci sono le elezioni alle porte. L'obiettivo di quest'ordine del giorno era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica, di parlarne: stando così le cose, Tarolli ha già vinto, perché se ne è abbondantemente discusso". Maria Cristina Gasco, poco dopo, ha esplicitato il pensiero di "Mondovì in Movimento", da lei rappresentato in ambito consiliare: "Il nostro movimento civico è nato per superare le logiche politiche e partitiche nazionali che troppo spesso limitano e penalizzano la collaborazione tra le persone in ambito locale, e per dare l'opportunità a tutti i cittadini di partecipare e contribuire alla vita pubblica e amministrativa di Mondovì. Con tale fine abbiamo affrontato la passata campagna elettorale aderendo convintamente al Patto Civico per Mondovì, una squadra totalmente ed esclusivamente civica composta da cittadini di ogni estrazione ed ideali. Pertanto, coerentemente, non riteniamo di dover prendere posizioni su questioni politiche che esulano la competenza amministrativa del Comune, come recita il regolamento del Consiglio comunale descrivendo le finalità degli ordini del giorno. Gli ordini del giorno che abbiamo votato nel recente passato prevedevano un coinvolgimento diretto e sostanziale dell'amministrazione comunale, come l'istituzione del registro per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di trattamento, il cosiddetto "testamento biologico", e l'adesione all'associazione dei Comuni Virtuosi, che prevede l'attuazione di progetti concreti legati alla gestione del territorio, all'efficienza e al risparmio energetico, a nuovi stili di vita e alla partecipazione attiva dei cittadini. In questo caso il voto vale solo a evidenziare le diverse posizioni sul tema dello "Ius Soli", senza prevedere particolari impegni in ambito amministrativo che possano realisticamente agevolare o accelerare l'approvazione della riforma. La mia, e nostra, opinione è da tutti facilmente prevedibile, visto che i temi dell'accoglienza, dell'integrazione e dell'inclusione sono da sempre capisaldi dell'azione di "Mondovì in Movimento" ma, per quanto fin qui detto, non riteniamo di doverla esplicitare in Consiglio comunale e pertanto mi astengo dal voto sull'ordine del giorno". Un punto di vista condiviso anche dal consigliere di minoranza Luciano D'Agostino ("scelta da adottare in altri luoghi, anche a me sembra che qualcuno voglia cavalcare questa situazione"), che ha aggiunto: "È stata fatta disinformazione, pochi italiani sono riusciti a farsi un'idea concreta di ciò che è lo Ius Soli. Onestamente, non so quanto realmente il Comune di Mondovì possa essere determinante per portare avanti questo discorso".
"DISCUSSIONE INTERESSANTE, MA QUALCUNO VIAGGIA IN MOCASSINI" - La chiosa finale è spettata a Tarolli e Magnino. Il primo ha affermato: "Chi mi conosce sa che sono abbastanza disinteressato dalle questioni politiche nazionali e che ritengo che vi siano delle tematiche da portare avanti a prescindere dai movimenti partitici. Questo è lo spirito con cui ho redatto il documento: quando l'ho presentato, sapevo che sarebbe stata ardua la possibilità che questo Consiglio comunale potesse approvarlo. Ciò nonostante, è stata fatta una discussione interessante. Pensavo però di avere come compagno di viaggio "Mondovì in Movimento", che si era presentato come movimento "per migliorare e per crescere, piuttosto che per chiudere e per dividere". Mi pare, tuttavia, che abbia un po' cambiato pelle e abbia dismesso i sandali per camminare indossando comodi mocassini". Dichiarazioni a cui hanno fatto seguito quelle di Magnino: "Ho firmato convintamente l'ordine del giorno preparato dal consigliere Stefano Tarolli, non tanto per un credo politico, quanto per una scelta di umanità - ha asserito -. Quando parliamo di integrazione e inclusione è giusto pretendere gli stessi doveri, ma anche concedere gli stessi diritti. Il mondo sta cambiando, secondo me i primi provvedimenti riferiti agli statuti napoleonici che si ispiravano al concetto di nazione ottocentesco stanno cambiando ed evolvendosi. Si è sempre più cittadini del mondo che di un singolo Paese; l'Europa ci ha obbligato a concedere tutti i diritti a chi soggiorna regolarmente nel nostro, tranne quelli politici. Questo era un dispositivo molto tranquillo e un sindaco deve avere ed esprimere una posizione verso i non italiani che abitano a Mondovì. Infine, essendo stato fondatore di "Mondovì in Movimento", concedetemi di dire che mi fa specie che all'interno di un gruppo civico si faccia un simile passo indietro".