Saluzzese - 20 dicembre 2017, 08:00

Saluzzo, terminata la stagione della frutta, la Caritas fornisce i dati sul fenomeno migranti: “Occorre una migliore accoglienza all’arrivo”

Con Alessandro Armando, referente del progetto “Saluzzo Migrante”, chiacchierata a 360 gradi, con dati e numeri alla mano. Il Foro Boario “situazione di difficile soluzione, ma continuiamo a sperare in un intervento delle istituzioni, non a livello locale. L’accoglienza diffusa “un passo in avanti, ma c’è ancora molto da fare”

Foto PIETRO BATTISTI PHOTOGRAPHER

Foto PIETRO BATTISTI PHOTOGRAPHER

Dalla Caritas di Saluzzo, quando la stagione della frutta si può considerare ormai terminata, giungono i dati del progetto “Saluzzo Migrante”.

Si tratta di dati grezzi – precisa Alessandro Armando, referente del progetto – al quale mancano sia analisi che proposte per la prossima stagione, che la Caritas farà molto probabilmente a fine gennaio, inizio febbraio 2018”.

Il ventaglio di dati e percentuali raccolte da Caritas, però, permettono comunque di delineare un quadro di quanto successo in città e nel territorio limitrofo nel periodo compreso tra aprile e dicembre del 2017.

In primis, la costanza delle persone registrate attraverso lo sportello della Caritas, 627 in totale. “Un dato costante rispetto agli ultimi 4-5 anni – precisa Armando – e che dimostra come si siano stabilizzate le persone che si rivolgono a noi”.

LO STATUS

Si tratta di un dato significativo, che quest’anno la Caritas è riuscita a reperire in modo molto più puntuale, e che dimostra come la situazione sia notevolmente cambiata rispetto al passato.

Il 39% dei migranti giunti in città godeva della protezione umanitaria, il 20% di protezione sussidiaria, il 18% erano richiedenti asilo, l’11% aveva un’istanza in corso, il 6% era in possesso di un permesso per lavoro subordinato o autonomo ed il restante 6% aveva altre tipologie di permesso.

Sono dati secondo noi preoccupanti – aggiunge Armando -: anni fa in città arrivavano ragazzi con un permesso di soggiorno per motivi lavorativi. Oggi la situazione è mutata e ci troviamo davanti a persone, ad esempio, con una richiesta di asilo, che potrebbero girare tranquillamente nel Paese e lavorare, ma non dovrebbero essere qui, bensì in uno Sprar oppure ancora un Cas.

Persone che invece fuoriescono dai centri di accoglienza per recarsi in zone grigie, come il Foro Boario, in cerca di lavoro”.

“I DIRITTI”

Numeri e motivi uguali, quindi, ma tipologie diverse. “Un aspetto che ci fa drizzare le antenne sul tema dei diritti. – continua Armando – Chi ha gode di protezione civile a maggior ragione non dovrebbe rimanere in condizioni come quelle del Foro Boario. La dimostrazione di un fenomeno che sta cambiando.

Dobbiamo tenere in considerazione anche l’aspetto per il quale sia gli Sprar che i Cas beneficiano di fondi pubblici. Il saluzzese si trova quindi a gestire persone che non dovrebbero rimanere qui, ma in altri posti, dove l’accoglienza sarebbe addirittura pagata dallo Stato”.

IL LAVORO

L’altro grande aspetto che emerge da una prima analisi dei dati forniti da Caritas è quello legato alla sfera del lavoro.

Ci sarà un’analisi specifica a gennaio” precisa Armando, che però poi aggiunge: “Abbiamo visto più contratti rispetto all’anno scorso, ma la stagione è stata peggiore di quella del 2016.

La manodopera di origine africana continua a sostituire la manodopera di coloro che abitano il territorio. Noi siamo soliti dire che ‘Le mani nere sono sempre di più rispetto alle mani bianche’.

Gli africani vengono, cercano lavoro e lo trovano. È un dato di fatto che ci porta a dire che i migranti continueranno a venire e troveranno sempre più lavoro”.

“PERCHE’ SI ASSUMONO DI PIU’ GLI AFRICANI?”

È la domanda che si pone il referente del progetto della Caritas diocesana.

Escluderei la mancanza di ragazzi italiani. – ci dice – Pensiamo invece alla possibilità di una contrattazione molto più facile rispetto ad altre situazioni. È una domanda che però poniamo al mondo agricolo. C’è qualcuno che ha dei dati totali del lavoro di questa ultima stagione? Chi ha questi dati, non può mostrarli per un confronto ed un’attuazione di politiche in vista del prossimo anno?”.

L’ACCOGLIENZA DIFFUSA

Armando la definisce “Un passo in avanti”, che ha garantito 170 posti letto e dove sono stati ospitati 190 persone, grazie ad una rotazione interna. 190 ragazzi hanno quindi avuto una “sistemazione dignitosa”, a fronte però di 330 persone in totale con un regolare contratto di lavoro.

140 persone sono quindi rimaste “escluse” da questo sistema, nonostante fossero in possesso di un regolare posto di lavoro. “Se confrontiamo i contratti con il numero di posti letto siamo solo a metà dell’opera – sostiene Armando - ne mancano, e ne mancano ancora molti.

Sappiamo che molti Comuni hanno già progetti per il prossimo anno, dove aumenteranno sì i posti, ma non i Comuni che si attivano in tal senso”.

Armando sottolinea come Saluzzo sia “l’unico Comune che risponde in modo congruo”.

Abbiamo dimostrato che creare ‘mini-campi’ è possibile, senza essere così costoso, grazie anche ai fondi della Regione. Al tempo stesso, l’accoglienza nelle cascine c’è, ma i numeri dicono che serve un altro tipo di portata. Basti pensare che al 12 agosto avevamo già esaurito i posti e che la stagione si è protratta sino ad una decina di giorni fa”.

IL FORO BOARIO

Con Alessandro Armando parliamo anche del Foro Boario. La Caritas, ormai è risaputo, quest’anno non ha allestito il “Campo solidale” e quindi è venuta a crearsi una situazione autogestita, con condizioni generali assolutamente non dignitose e in alcuni casi, precarie.

Concordo sul fatto che il problema del Foro Boario sia di difficile soluzione. Continuiamo in Caritas ad avere una speranza operativa, che a livello istituzionale, ma non locale, giunga un intervento che possa dare una maggiore forma di accoglienza.

Incontrando tanti uomini abbiamo constatato che al loro arrivo l’unica richiesta è quella di una possibilità, a fronte di un impegno.

Il migrante alla Caritas non chiede il posto di lavoro, ma la bicicletta, il mezzo per poterselo andare a cercare. Non vuole essere sfamato e vestito, ma vorrebbe stare in luogo dignitose per poter sfruttare la possibilità di trovare un lavoro.

Stesso ragionamento sul letto, che non significa albergo, ma c’è bisogno di strutturare meglio l’accoglienza al primo arrivo”.

Come?

Se andiamo a potenziare fortemente la risposta fuori dal Foro Boario ed in modo molto sostanziale – spiega Armando - al migrante che arriva con questa domanda permetteremo di non stare a terra.

Caritas ha allestito in modo molto rapido una tendopoli negli anni passati, che non ha dato gli obiettivi prefissati, perché si è data accoglienza a 500 persone rispetto alle 250 che si pensava di ospitare, ma ha dimostrato che la possibilità c’è.

Continuiamo non ad attaccare, ma ad essere speranzosi che l’intervento istituzionale, con una regia locale che ben conosce il territorio, possa permettere una migliore risposta all’arrivo. Noi non ce l’abbiamo, altrimenti la diremmo, ma continuiamo a lavorare perché ci sia”.

 

I NUMERI FORNITI DA CARITAS (dal sito www.saluzzomigrante.it)

 

Nazionalità di provenienza: Mali (34%), Costa d’Avorio (17%), Senegal (11%), Burkina Faso (9%), Gambia (6%), altri stati africani (23%)

627: le persone registrate all’Infopoint di Saluzzo Migrante. 28 anni l’età media, tra i più giovani anche minorenni, l’età più elevata tra i 50 ed i 55 anni

125: i giorni di attività dell’Infopoint, inaugurato il 10 marzo e aperto 3 giorni a settimana

150: i casi seguiti con continuità dallo sportello legale, amministrativo e sindacale

980: le visite nell’ambulatorio medico con 67 casi seguiti con continuità dallo sportello sanitario

121: i curricula preparati

(Nei dati dello sportello amministrativo non rientrano molti interventi per richiedere il rilascio del codice fiscale, la carta di identità, del passaporto, il rinnovo della tessera sanitaria e dei permessi di soggiorno in scadenza)

1080: i passaggi alla Boutique du Monde (dove venivano forniti cibo, vestiti, accessori per l’igiene personale), attiva 2 volte a settimana, con media 36 passaggi settimanali per 59 giorni

(A coloro che si rivolgevano alla boutique, e ne avevano la possibilità, è stata richiesta un’offerta libera con la quale si acquistavano i generi di prima necessità)

8: i mesi di attività del Progetto Presidio

82: le biciclette fornite su cauzione

45: le bicilette ritirate nel deposito

155: i posti letto dell’Accoglienza diffusa di Caritas, Lagnasco Group, 5 Comuni del territorio per i migranti con contratto lavoro. In aggiunta 10 posti letto per migranti che necessitano di assistenza sanitaria

1 “mini-campo” a Saluzzo (54 posti), 1 a Lagnasco (30), 1 a Verzuolo (18); 3 case Revello (22), 1 a Saluzzo (20) ed 1 a Costigliole (11)

(La Caritas all’inizio del 2017 aveva chiesto ai comuni 300 posti. Stanno partecipando all’accoglienza diffusa i comuni che avevano già partecipato nel 2016. Il Comune di Saluzzo ha triplicato i posti rispetto al 2016)

387: le richieste di accoglienza domiciliare ricevute all’Infopoint

190: gli uomini ospitati

333: i migranti che hanno mostrato una regolare contratto di lavoro all’Infopoint

(Non tutti i migranti incontrati dalla Caritas hanno mostrato un contratto di lavoro. Molti migranti hanno lavorato con contratto senza mostrarlo agli operatori, alcuni migranti hanno lavorato senza contratto di lavoro)

23: i Comuni dove risiedono le sedi delle aziende che hanno stipulato un contratto con almeno un migrante che ha vissuto, anche solo alcune notti, al Foro Boario

500: i migranti stimati al Foro Boario, dal 18 maggio al 29 novembre

78: i posti letto Coldiretti, nei campi a Saluzzo e Lagnasco

6: le persone che formano l’equipe di lavoro di “Saluzzo Migrante”

55: i volontari del saluzzese agli sportelli dell’Infopoint. Tra di essi avvocati, dottori e infermieri che mettono al servizio la loro professionalità del tutto gratuitamente

122: i volontari che hanno partecipato al progetto Vacanze Solidali”, impegnati attivamente per periodi tra i 3 e i 5 giorni, per un totale di 38 giorni, presso la Caritas di corso Piemonte 63.
Tutti giovani provenienti dal “mondo” Scout, Caritas e Parrocchiale.

11: i laboratori, in 3 scuole del territorio, gestiti dal progetto Caritas

I dati verranno ora inseriti nel database del progetto nazionale della Caritas Italiana Presidio per la mappatura del fenomeno dei lavoratori migranti in Italia e sono presentati su questo portale per offrire uno strumento concreto di analisi della situazione saluzzese

 

“A gennaio 2018 uscirà la nostra relazione – conclude Armando - che presenterà in maniera più approfondita i casi di maggiore vulnerabilità.

Intanto, a maggio (esattamente fra 6 mesi circa: ndr) avremo i migranti al Foro Boario. Lavoriamo quindi per una risposta diversa di accoglienza”.

La stagione della frutta è conclusa, ma per Saluzzo si sta aprendo la nuova sfida, che guarda alla gestione del fenomeno nel 2018.

Nicolò Bertola

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