Un passivo pari a 504mila euro.
A tanto ammonta il deficit dell’Ipab “Domenico Bertone” di Bagnolo Piemonte, illustrato ieri sera (30 gennaio) durante il Consiglio comunale del paese dal presidente del CdA del’Ente, Dario Ferrero.
Che la - delicata - tematica della situazione della struttura fosse particolarmente sentita, lo si era dedotto dalla presenza in sala Consiglio di una trentina di lavoratrici, tutte dipendenti dell’Ipab.
Era stata proprio la minoranza consiliare, guidata da Pierluigi Comba, a chiedere la convocazione del Consiglio, chiedendosi “se le voci che circolano corrispondono al vero”.
Prima dell’intervento del presidente Ferrero, la discussione si è aperta su un piano politico amministrativo. Dall’opposizione, Comba ha rivolto critiche alla maggioranza ed al segretario comunale, il dottor Fausto Sapetti sull’“assenza di atti depositati in seguito alla convocazione dell’assise”. Comba l’ha definita “una mancanza di rispetto”, ritenendo “non corretta la risposta inviata dal segretario comunale”.
“Se siamo qui stasera – ha aggiunto – è per qualcosa non ha funzionato”.
Pronta la replica del sindaco Fabio Bruno Franco: “C’è una situazione complicata, come in tante altre strutture, ma non tocca a me trovare responsabili, responsabilità o colpevoli. Io non sono un giudice, sono un amministratore, ed il mio unico interesse è quello di salvaguardare questa eccellenza ed i posti di lavoro. Penso che queste ‘beghe’ puramente tecniche legate al Consiglio comunale non interessino alle tante persone presenti qua stasera, quindi direi di proseguire”.
Così è stato. E la parola è passata a Dario Ferrero, presente ai tavoli del Consiglio insieme a tutto il Cda che guida l’Ipab dal 17 novembre scorso.
“Non pensavo – ha detto – a distanza di neanche due mesi dall’insediamento di finire sui giornali ed essere presente ad un Consiglio comunale, ma siamo contenti di questo, perché così abbiamo l’occasione per rispondere alle domande e riferire, tramite questo organo, a tutti i cittadini bagnolesi”.
Ferrero ha esposto, senza troppi fronzoli e con estrema chiarezza, la situazione dell’Ipab.
“INDAGINE SULLA SITUAZIONE DELL’ENTE”
È stata la prima operazione portata avanti dal Cda di Ferrero. “Abbiamo analizzato aspetti economici, organizzativi e tecnico-logistici. È stato incontrato il vecchio Cda per il passaggio di consegne e, successivamente, si sono programmate riunioni con i referenti dei vari nuclei assistenziali, il personale, le organizzazioni sindacali, il direttore sanitario, il direttore del distretto sanitario di Saluzzo dell’Asl Cn1. Restano da incontrare medici curanti e volontari”.
“BILANCIO IN PASSIVO”
Da questa panoramica, il primo dato che emerge è quello legato alle condizioni dei bilanci. Il 2016 si è chiuso con un disavanzo di 172mila euro, che si è aggiunto al precedente deficit di 201mila euro, arrivando a quota 374mila euro.
Anche il 2017, però, si è chiuso col segno “meno”: un ulteriore passivo, di 130mila euro, che chiude la situazione deficitaria a 504mila euro.
“SERVONO CORREZIONI RAPIDE”
La legge regionale impone la chiusura del bilancio in pareggio, ha spiegato il presidente: “Le Ipab operano con criterio imprenditoriale, nel rispetto del pareggio di bilancio. Non possiamo quindi mantenere questo deficit, né tantomeno perpetrarlo.
Risulta quindi evidente che l’andamento economico dell’Ipab va corretto, ed anche rapidamente”.
LE CAUSE: “SPESE GIUSTIFICATE”
Cosa ha portato l’Ipab “Domenico Bertone” ad avere un passivo del genere? Quali sono state le cause? Anche questo aspetto è stato oggetto di attenta analisi del CdA, ed anche su questo il presidente ha riferito in Consiglio. “Chiariamo un aspetto. – ha detto – La situazione economica non è frutto di una gestione malandrina, ma bensì di due fattori: le spese straordinarie sull’edificio ed i costi del personale, per ottemperare agli obblighi della normativa.
È vero che le spese sono state sostenute senza una preventiva copertura, ma le scelte finanziarie sono state affrontate per garantire i requisiti essenziali per la sopravvivenza della struttura”.
Un percorso che ha portato, come è stato spiegato in aula, all’autorizzazione definitiva, necessaria per poter tenere aperta la struttura, ed all’accreditamento definitivo, regola essenziale per il convenzionamento con il Servizio sanitario nazionale.
I POSTI LETTO
La struttura ne conta 98, una decina in meno rispetto al passato, “che corrispondono a minori entrate” ha detto Ferrero. 80 di questi sono destinati ai non autosufficienti, 10 ai parzialmente autosufficienti ed 8 agli utenti autosufficienti.
Gli 80 letti della Rsa sono convenzionabili con l’Asl Cn1, che però “tende sempre meno a inviare pazienti, anche in questo caso per ragioni economiche” è stato detto.
LE RETTE
Il presidente si è soffermato anche sulle rette mensili per chi usufruisce dei servizi dell’Ipab. “Se su 80 letti dell’Rsa – ha detto – avessimo 80 utenti convenzionati con l’Asl, non saremmo qui stasera. Bisogna tener conto che la retta che facciamo pagare noi all’utenza è più bassa del 29% rispetto a quella stabilita dalla Regione, che dovrebbe coprire i costi.
Un adeguamento delle rette sarebbe stato un salto improponibile, ma dal 1 febbraio abbiamo previsto un aumento medio di 180 euro mensili, passando da un ribasso (rispetto agli standard regionali) del 29% al 15,55%”.
Con questa manovra, il CdA conta di aumentare gli introiti di 115mila euro annui, ma bisogna tener conto delle difficoltà che vi sono, in alcuni casi, nella riscossione: i crediti da incassare sono infatti pari a 250mila euro. L’Ente ha già avviato in passato azioni legali, che a loro volta però si traducono in costi.
I DIPENDENTI
La manovra correttiva sulle rette, però, non è sufficiente a risanare i conti dell’Ipab.
Il presidente Ferrero, con quella chiarezza che ha contraddistinto per intero il suo intervento, ha annunciato quindi provvedimenti anche sul personale dipendente.
L’Ente ha in carico 60 dipendenti: 36 di ruolo e 24 a tempo determinato. Si interverrà su quest’ultimi, che passeranno in gestione ad una cooperativa.
“Stiamo incontrando diversi soggetti – ha ribadito Ferrero – poi apriremo un bando e cercheremo di attuare il passaggio entro aprile. La nostra prerogativa assoluta è il ricollocamento per intero di tutti e 26 i dipendenti. Si tratta di un aspetto che ha suscitato preoccupazione ed anche strane voci, ma il punto fermo è che tutti vengano ricollocati nella struttura. Se riusciamo a partire da aprile, risparmieremo altri 60mila euro”.
MUTUI
Il CdA deve anche fare i conti con mutui accesi in passato, per un totale di 640mila euro, di cui 400mila di debito residuo. “Il debito verso terzi è quindi di 1milione di euro” è stato detto.
A questi mutui, gli amministratori pensano di richiederne uno ulteriore, di 500mila euro, per appianare il disavanzo e, con un margine di 100mila euro annui (derivante dalle manovre correttive) “affrontare con maggior serenità la spese”.
IL FUTURO
“L’Ipab ‘Domenico Bertone’ cesserà di esistere”: con queste parole il presidente ha parlato del futuro. Subentrerà dunque una nuova organizzazione, che potrebbe assumere i contorni o della fondazione o di un’azienda di servizi pubblici. Un aspetto sul quale non ci sono ancora elementi certi.
Il CdA conta però di chiudere il 2018 in pareggio, mentre si valuta una riorganizzazione generale della struttura e mentre si spera, visto anche l’esito positivo dell’ultimo controllo dell’Asl, nell’arrivo di qualche paziente convenzionato in più.
Ogni scelta sarà comunque dettata tenendo conto, usando parole del presidente Ferrero, del “valore sociale della struttura: l’assistenza agli anziani ed alle persone fragili e la garanzia dei posti di lavoro”.