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Attualità | 04 marzo 2018, 11:00

“Hai dimostrato che Dio si trova anche sulle vette, con altari di neve o sassi”: l’abbraccio a don Luigi Destre, da 50 anni parroco di Crissolo (FOTO)

In tanti hanno reso omaggio a colui che da queste parti è conosciuto come il “Papa del Monviso”, mentre i cugini francesi lo hanno ribattezzato “le grand diable du Mont Viso”

Le immagini della celebrazione per il 50esimo di don Destre parroco di Crissolo

Le immagini della celebrazione per il 50esimo di don Destre parroco di Crissolo

Pensare ad una Messa “convenzionale” per i suoi 50 anni da parroco di Crissolo, sarebbe sicuramente stato utopistico.

Così infatti non è stato e ieri (sabato) la parrocchia di San Giovanni Battista ha accolto tantissima gente per la grande festa a don Luigi Destre, Pastore delle comunità dell’Alta Val Po da cinquant’anni.

In tanti hanno sfidato le rigide temperature per omaggiare colui che da queste parti è conosciuto come il “Papa del Monviso”, mentre i cugini francesi lo hanno ribattezzato “le grand diable du Mont Viso”: tra i banchi sacerdoti, coscritti, Alpini, Guide Alpine, Soccorso Alpino e tanti, tantissimi parrocchiani.

Don Luigi è giunto in chiesa sorretto dalla stampella ed accolto dagli applausi.

Proprio quegli applausi che hanno sempre contraddistinto le sue celebrazioni, tanto da “istituirne” una vera e propria liturgia, la “liturgia dell’applauso”.

Provato dalla malattia, della quale nemmeno lui stesso ha fatto mistero durante la sua omelia, don Luigi non ha comunque abbandonato il suo stile, a tratti sicuramente non convenzionale, ma che negli anni si è rivelato un vero e proprio collante, non solo per la vita spirituale, ma anche per il tessuto sociale di tutta l’Alta Valle.

Un merito che, in piena onestà intellettuale, nessuno può togliergli.

Un fratello, un padre, un protagonista della vita crissolina ed un uomo”. Così lo hanno ricordato i suoi fedeli, che lui stesso chiamerà “i Santi Crissolesi”.

Accanto a lui, durante la Santa Messa, Monsignor Cristiano Bodo, vescovo della diocesi di Saluzzo ed il vescovo emerito Giuseppe Guerrini.

Una Messa senza segreti, nemmeno quando Monsignor Bodo ha raccontato, dal pulpito, l’aneddoto di quando don Destre, accogliendo a Crissolo l’allora vescovo Monsignor Fustella, gli fece compiere, a piedi, un giro tra i vicoli sommersi di neve, finendo con l’inzuppargli i vestiti d’acqua.

Tutti i vescovi mi hanno voluto bene. – ha ricordato don Luigi – Anche Monsignor Fustella, nonostante gli anni in cui l’ho fatto disperare. Fu lui a dire, quando don Zali (ai tempi parroco di Paesana: ndr) voleva ‘promuovermi’ ad una parrocchia più grande, ‘Don Luigi è l’uomo giusto al posto giusto’, aggiungendo ‘E poi, chi mando lassù?’”.

Don Luigi ha poi avuto parole di ringraziamento – seguite da altrettanti applausi – davvero per tutti.

Dai sindaci che hanno costellato negli anni il suo cammino a Crissolo, ai fedeli, senza dimenticare proprio nessuno, compresi i medici che attualmente lo curano, il dottor Guido Magnano, il cardiologo Livio Perotti, la geriatra Costanza Sogno ed il dottor Paolo Allemano, consigliere regionale presente in chiesa con indosso la giacca del Soccorso Alpino.

In tanti – ha ricordato Monsignor Bodo - hanno ricevuto da don Luigi la parola giusta al momento giusto. Anche per noi vescovi, è un esempio di dedizione ed abbandono totale in mano a Dio, che si è lasciato coinvolgere pienamente dalle varie stagioni della storia e della Chiesa. Diciamo grazie al Signore per avercelo donato. Un timone fermo alla guida di queste Parrocchie, con grande passione e Fede. Hai dimostrato che Dio e la Chiesa sono anche sulle cime delle montagne, su un altare di neve o di sassi. Il 1968 è l’anno che ci accomuna, tu sei diventato parroco ed io sono nato: sgrana il Rosario anche per me”.

Poi è toccato a don Luigi.

Nel suo discorso, tra un “Grazie” ed un applauso, ricorrenti sono stati gli aneddoti, come quando si presentò a Monsignor Diego Bona col motto degli Alpini “Davanti ai muli, dietro ai cannoni, lontano dai superiori”.

Penso a quando, in qualità di capostazione del Soccorso Alpino – ha detto don Luigi - mi contattò Hervè Tranchero via radio, chiedendomi cosa fare, dal momento che si trovava insieme ad un ferito gravissimo in montagna. Gli dissi di portare la mano sulla fronte e di dargli l’assoluzione, aprendo ‘a distanza’ le porte del Paradiso per questo alpinista che di li a poco sarebbe morto”.

Anche Fabrizio Re, sindaco del paese, ha voluto ricordare quando, durante il suo matrimonio, don Destre, al momento della Comunione, consegnato il calice gli disse, in dialetto, “Se puoi, non berlo tutto”.

Ognuno di noi ha un ricordo personale. – ha detto il sindaco – Alcuni belli, altri brutti. Grazie ‘don’, per tutto ciò che ci hai donato e per cosa ci donerai. Per noi non sei solo stato un parroco e neanche il ‘Papa del Monviso’. Sei stato, sei e sarai un grande, una persona speciale”.

A don Luigi sono poi stati consegnati i riconoscimenti del Comune, della Comunità crissolese ed un dipinto raffigurante un suo ritratto, opera di Marino Galizio.

Da Roma è giunta la benedizione apostolica di Sua Santità Papa Francesco, che ha invocato, “per intercessione di Maria Santissima, abbondanza di grazie divine”.

Terminata la celebrazione eucaristica, l’abbraccio dei suoi fedeli.

Un segno di riconoscenza tributato a chi ha saputo ‘tirare le redini’ di una comunità per mezzo secolo, entrando, a pieno titolo, nella storia di Crissolo. E non solo…

Nicolò Bertola

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